ICOM_196. ICOMOGRAFIE: Cultura. Cesariano, capolavoro in trasferta

 
iCOMOgrafie. Un De architectura “comasco”

Il 15 luglio 1521 è la data del “finito di stampare” che compare nel colophon del De architectura di Vitruvio, edito a Como dal milanese Gottardo da Ponte nella traduzione italiana dell’architetto e pittore Cesare Cesariano (1475-1543). È uno dei capolavori della tipografia rinascimentale ed è certamente il più bel volume mai stampato a Como.

Il tipografo si trasferisce sulle sponde del Lario con la speranza di allontanarsi dai molti problemi che la complessa edizione gli ha già procurato a Milano, coi tumultuosi rapporti tra Cesariano e i finanziatori (il nobile Luigi Pirovano, matematico dilettante, e il regio referendario Agostino Gallo, comasco), grazie anche alla mediazione del grande studioso umanista (e notaio) Benedetto Giovio e del bergamasco Bono Mauro. In realtà anche a Como gli intoppi non mancheranno e le liti tra i vari finanziatori e collaboratori dell’opera alla fine impediranno l’uso dell’ultima parte della traduzione e del commento di Cesariano.

Ma il volume, pur con questi problemi, resta un caposaldo dell’editoria cinquecentesca: le numerosissime xilografie, tratte da disegni di Cesariano appositamente realizzati (famosissime le tre tavole dedicate al Duomo di Milano) ed elaborate in lunghi anni di lavoro (alcune sono datate 1517 e 1519), il ricco commento, impaginato in modo da “abbracciare” il testo originale per tre lati delle pagine, l’eleganza dei caratteri usati fanno del De architectura comasco un autentico capolavoro. Il contributo del territorio si estende anche alla materia prima: infatti una parte almeno della carta utilizzata per la pubblicazione delle 1312 copie finali viene acquistata nelle folle di Nesso, allora importante centro manifatturiero.

Titolo: Sezione e particolari del Duomo di Milano
Autore: Cesare Cesariano
Soggetto: Illustrazione per trattato di architettura
Data: 1521
Tipologia: Xilografia
Provenienza: Archivio NodoLibri

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