ICOM_188. ICOMOGRAFIE: Gastronomia. Pizzoccheri, la Meluzza comasca


iCOMOgrafie. La vera origine dei pizzoccheri

Nel 1974 compare su “L’Espresso”, settimanale nazionale, un articolo di Camilla Cederna (1911-1997) inserito nella sua celebre rubrica “Il lato debole”. Si tratta di una notizia – inconsueta per lo stile caustico della giornalista – dedicata ai pizzoccheri di Teglio. Il piatto non è conosciuto come oggi e la Cederna sembra invitare gli italiani a scoprirlo. Così sarà.

Tuttavia, nella provincia di Como, i pizzoccheri sono già un piatto abbastanza noto; soprattutto in Alto Lario e per diverse ragioni: la presenza sul territorio comasco di tantissime famiglie valtellinesi (già dal primo Novecento); la vicinanza con la Valtellina e il “mito dell’origine”.

Pare infatti che a “inventare” i pizzoccheri sia stata una comasca, tal Meluzza citata da un erudito, Ortensio Lando, che in un volumetto (conservato nella Biblioteca Comunale di Como) cita tra le altre cose una “Meluzza comasca”come inventrice di varie ricette e dei pizzoccheri, che non sono certo quelli “valtellinesi” (fatti con grano saraceno) semmai somiglianti a quelli “chiavennaschi” ovvero un tipo di gnocco di farina bianca.

Il Lando pubblica, nel 1553, il suo Commentario delle più notabili & mostruose cose d’Italia & altri luoghi di lingua Aramea e in lingua Italiana tradotto, con un breve Catalogo de gli inventori delle cose che si mangiano & beveno, nuovamente ritrovato, e cita anche Gasperia Comasca «femmina virtuosa e pudica (si come a nostra età sogliono essere quasi tutte le donne comasche) fu la prima che empisse alcuni pesci di erbe, di marasche, di uva passa, di aglio e altre cosarelle» e continua riportando esperienze e invenzioni di cuochi comaschi.

Tuttavia, dei vari piatti nessuno sopravvive come i pizzoccheri che, in varie forme e ricette, si affermano come un “mito” di grande rinomanza internazionale.

Titolo: Commentario delle più notabili & mostruose cose d'Italia
Autore: Ortensio Lando
Soggetto: Frontespizio del volume
Data: 1553
Tipologia: Riproduzione fotografica del documento
Provenienza: Archivio NodoLibri

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