ICOM_187. ICOMOGRAFIE: Architettura. Quartiere Viganò

 
iCOMOgrafie. Abitazioni popolari, ma di qualità

Nei decenni tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il grande sviluppo dell’industria tessile nel capoluogo porta all’ordine del giorno il problema delle abitazioni per le numerose maestranze attirate in città dall’offerta di nuovi posti di lavoro. Dopo una lunga discussione, e il ripetuto tentativo di coinvolgere le istituzioni, proprio all’inizio del nuovo secolo, un gruppo di esponenti del movimento democratico e socialista (compresi anche alcuni imprenditori “illuminati”) decide di dar vita alla Cooperativa Edificatrice per le abitazione degli operai: un modo per affrontare il problema secondo il principio dell’“autonomia” delle classi subalterne, che si fanno parte attiva nella risoluzione del propri problemi.

Il primo quartiere dell’Edificatrice è messo in cantiere dopo pochissimi mesi, e il progetto messo a concorso nel 1902: vincitore risulta l’architetto di Lodi Gandino Majsetti, il cui disegno verrà poi reso esecutivo dall’ingegnere comasco Luigi Catelli, tecnico di fiducia della cooperativa. Gli appartamenti, austeri ma non poveri, sono organizzati in cinque edifici indipendenti disposti a corte, di tre piani fuori terra, più il terreno, cui si aggiungono, negli anni seguenti, gli essenziali servizi collettivi (lavatoi, negozi, sale di riunione).

Già nel marzo del 1903 le prime famiglie si insediano nel nuovo quartiere, dedicato a Francesco Viganò, pioniere della cooperazione in Italia, nativo di Merate e attivo anche a Como.

Della competizione originale, che segna l’inizio dell’importante vicenda comasca delle case popolari, restano pochissime testimonianze: tra queste, la riproduzione di un disegno che dovrebbe essere quello presentato dall’architetto Majsetti al concorso.

Titolo: Quartiere Viganò della Cooperativa Edificatrice
Autore: Gandino Majsetti (attribuito)
Soggetto: Abitazioni popolari
Data: 1902
Tipologia: Disegno
Provenienza: Archivio Cooperativa Edificatrice Como

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