ICOM_183. ICOMOGRAFIE: Ritrovi. Le antiche osterie cittadine

 
iCOMOgrafie. Bettole, taverne, trattorie; ma anche alberghi di non poco pregio

Osteria indica, nei tempi antichi, prima ancora che “un locale pubblico con mescita di vino e servizio di trattoria” un esercizio genericamente rivolto all’accoglienza e alla sosta dei forestieri e dei viaggiatori, in questo ricollegandosi all’etimologia di “oste” come “hospite”.

Fino all’Ottocento, quindi, anche a Como, le osterie sono bettole, taverne, trattorie, ma anche alberghi e non sempre di poco pregio (basti pensare all’Osteria dell’Angelo, affacciata sull’antico porto della città, dove – nel 1837 – Maria d’Agoult, durante il viaggio in Italia con Franz Liszt, diede alla luce la figlia Cosima, futura moglie di Wagner).

L’osteria è quindi luogo della socialità e del tempo libero, e per questo si guadagna gli strali dei predicatori, che la considerano luogo del peccato, dando vita a una lunghissima contrapposizione che fa dell’osteria l’antitesi per antonomasia della chiesa.

Nella memoria popolare, il ricordo delle osterie è spesso affidato alle immaginose intitolazioni, numerosissime anche a Como: dell’Agnello,  dell’Angelo, dell’Aquila Nera, della Barca, del Biscione, del Bue Rosso, della Campana, del Cannone d’Oro, del Caval Bianco, della Cerva, della Colomba, della Fenice, della Fontana, del Gallo, del Turco, e così via fino ai Due Gozzi, ai Due Muri, alle Due Spade e poi alle Tre Corone e ai Tre Re e alle Tre Stelle.

Di alcune di queste insegne si sono conservati i progetti originali, sottoposti fin dall’inizio dell’Ottocento al controllo della pubblica autorità: si tratta per la maggior parte di disegni ingenui e approssimati, ma sono le uniche immagini in grado di riportare in vita un mondo ormai scomparso da molti decenni.

Titolo: Antica Osteria di San Martino
Autore: Anonimo
Soggetto: Insegna di esercizio pubblico
Data: 1823
Tipologia: Disegno
Provenienza: Archivio di Stato di Como

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