ICOM_175. ICOMOGRAFIE: Isola Comacina. Storia, tradizioni, incendi

 
iCOMOgrafie. Il lago si infiamma

Storia, leggenda e tradizione si mischiano nella Festa dell’Isola Comacina che, da tempo quasi immemorabile, si organizza nel giorno di San Giovanni (24 giugno). La festa è innanzitutto religiosa e inizia nel 1435 (così narra una leggenda), quando il santo sarebbe comparso a Marinoso, un tessitore di Campo (località rivierasca), per ringraziarlo di un’elemosina. Erano anni di continuo maltempo e il santo suggerisce di scavare sull’isola, dove si sarebbero poi ritrovati i resti di una chiesa dimenticata e sepolta (lì, poi, si costruisce un piccolo oratorio).

È sempre il santo a raccomandarsi al tessitore affinché gli abitanti delle rive tornino sull’Isola in processione con le reliquie dei martiri e per celebrare la messa. Così viene fatto e così, ancora oggi, all’ultima domenica di giugno. Tuttavia, la liturgia è anticipata da una grande e celebre serata che richiama da anni migliaia di spettatori.

Dal tramonto, lo specchio d’acqua tra l’Isola a la terraferma si riempie di lumaghitt (piccoli contenitori con un lumino; anticamente gusci di lumaca), che “incendiano” poeticamente il lago e sono mossi dal vagare delle barche che circondano l’Isola Comacina (ma è un richiamo al fuoco dei legni e delle navi).

Poi, improvvisamente, anche l’Isola prende fuoco in un suggestivo e sempre spettacolare gioco pirotecnico. È una festa di botti e di colori che rievoca un fatto tragico: la distruzione da parte dei Comaschi delle terre e la cacciata dei residenti. Una azione (1169) autorizzata dal Barbarossa, che consente a Como di vendicare il tradimento (nel 1127) degli abitanti dell’Isola a danno dei comaschi, i quali persero la guerra contro Milano: quella detta “Dei dieci anni”: 1118-1127. Storia, leggenda e tradizione diventano mito.

Titolo: Sagra di San Giovanni
Autore: Anonimo
Soggetto: Spettacolo pirotecnico
Data: Anni Duemila
Tipologia: Fotografia
Provenienza: Dal web

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