ICOM_173. ICOMOGRAFIE: Seta. Le incisioni di Giovanni Stradanus

 
iCOMOgrafie. L'opera dell'artista fiammingo ci aiuta nella comprensione del lavoro

La manifattura della seta a Como ha una data di nascita abbastanza precisa: nel corso della seconda metà del 1554, Battista Maggi e Pagano de Marini chiedono e ottengono un sussidio da parte del Consiglio della città; secondo altre testimonianze, il merito sarebbe invece da attribuire a un anonimo tintore genovese; l’anno resta però lo stesso.

Difficile dire da dove provengano le competenze professionali messe in campo per questa prima comparsa lariana: se fosse vero il ruolo di un genovese, si potrebbe pensare all’area tirrenica (Liguria e Toscana), ma si parla anche dell’area veneziana. Del resto, l’arte della seta non è ignota in Lombardia, e lo stesso duca Ludovico Sforza (1452-1508) potrebbe essersi guadagnato il celebre soprannome di “Moro” per la sua opera di diffusione del gelso, in dialetto moròn, albero essenziale per il nutrimento dei bachi da seta.

La produzione serica a Como resta però stentata per molti decenni, e quindi difettano anche le immagini documentarie e celebrative; per questo, si ricorre quasi sempre a immagini “internazionali”, come la serie di incisioni – opera dell’artista fiammingo Jan van der Straet, noto come Giovanni Stradano o Stradanus (1523-1605) – che raffigurano le principali fasi della produzione dei tessuti di seta.

La trattura è ambientata in un ampio edificio, certo ben più aulico delle vere filande, con alcune donne intente al lavoro. La documentazione del sistema di bacinelle e aspi per la confezione del filo di seta è – tuttavia – piuttosto verosimile e non dovrebbe essere troppo dissimile da quello introdotto nella seconda metà del XVI secolo sulle sponde del Lario.

Titolo: La trattura della seta
Autore: Jan van der Straet (incisori Karel de Mallery e Philips Galle)
Soggetto: Donne al lavoro all'interno di una filanda
Data: 1590-1600 circa
Tipologia: Incisione
Provenienza: Collezione privata

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