ICOM_144. ICOMOGRAFIE: Storia. Gli ospedali militari durante la Grande Guerra

 
iCOMOgrafie. Il 24 maggio 1915 l'entrata in guerra

L’immane tragedia della prima guerra mondiale sparge i suoi disastrosi effetti in tutto il continente europeo, anche lontano dalle trincee.

L’Italia entra nel conflitto il 24 maggio 1915, quando i combattimenti su altri fronti sono già iniziati da quasi un anno (la prima dichiarazione di guerra tra l’Impero austro-ungarico e il Regno di Serbia è del 28 luglio 1914), e subito si capisce che la guerra non sarà né facile né breve. Il conto delle vittime sale rapidamente (per la sola provincia di Como supererà a fine conflitto i 9000 morti, 5000 circa per il Comasco e 4000 per il Lecchese), mentre si diffondono gli ospedali per curare i feriti.

Como ne allestisce molti, in tutto il territorio comunale: un reparto all’Ospedale Sant’Anna di via Cadorna, un altro all’Ospedale Psichiatrico provinciale, uno al Seminario Maggiore e uno a quello Minore di Sant’Abbondio (servito da una speciale diramazione ferroviaria dallo scalo merci della stazione di Como San Giovanni), uno gestito direttamente dalla Croce Rossa alla villa Roncoroni di Camerlata (che diventerà poi il Sanatorio G.B. Grassi) e un reparto per gli ufficiali al non lontano stabilimento delle seterie Clerici, poi Fisac, in via Pasquale Paoli. Quest’ultimo è attivo per molti mesi tra 1915 e 1916, con almeno due grandi camerate, una mensa e una sala operatoria; se ne conserva anche una notevole documentazione fotografica: immagini che mostrano la vita quotidiana dei feriti.

Molti di coloro che, nonostante le cure loro prestate a Como, non sono riusciti a sopravvivere ai colpi di quella guerra che il pontefice Benedetto XV definirà “inutile strage”, sono sepolti all’Ossario del Cimitero di Camerlata: soldati italiani e austro-ungarici vicini.

Titolo: Ospedale militare sussidiario di Como-Camerlata
Autore: Anonimo
Soggetto: Veduta della camerata al piano inferiore
Data: 1916
Tipologia: Fotografia
Provenienza: Archivio NodoLibri

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