ICOM_133. ICOMOGRAFIE: Date. Dedicazione della Cattedrale di Como

 

iCOMOgrafie. Sono ben due le consacrazioni

La memoria pubblica della storia della Cattedrale di Como è affidata a una piccola, ma elaborata lapide murata sul retro dell’abside maggiore, proprio al di sotto del finestrone centrale, ad altezza tale da essere facilmente leggibile.
Vi vengono ricordati due momenti: il 1396, data simbolica in cui “il popolo comasco cominciò l’opera di rinnovamento” dell’antica chiesa (anche se in realtà i lavori non cominciarono che una ventina d’anni più tardi) e il 22 dicembre 1513, quando si pose mano alla costruzione della parte absidale.
Non manca un omaggio a uno dei maggiori artefici dell’opera: Tomaso Rodari architetto e scultore, che di quella lapide fu anche l’esecutore.
Restano però inespressi i riferimenti ai fondamentali momenti della storia religiosa dell’edificio, ovvero consacrazione e dedicazione. Qui la storia si complica. Il 13 maggio è il giorno della consacrazione dell’antica Cattedrale di Santa Maria per opera del vescovo riformatore Rainaldo; era il 1083 e quindi quella chiesa era già chiesa matrice da circa settant’anni, essendo stata a quel ruolo designata dal vescovo Alberico nel secondo decennio dell’XI secolo (forse nel 1013). La chiesa era però ancora dedicata genericamente a santa Maria, probabilmente in quell’occasione fregiata del titolo di “maggiore”. La dedicazione alla Vergine assunta non viene riportata nei documenti prima del Cinquecento, ed è verosimilmente da attribuire alla riconsacrazione dell’edificio durante i lavori di ricostruzione, cerimonia avvenuta il 15 agosto 1497, giorno appunto dedicato all’Assunta, con la partecipazione del vescovo di Bari Giovan Giacomo Castiglioni.
Succede così che la Cattedrale comasca abbia due consacrazioni, entrambe “in corso d’opera”.

Titolo: Duomo di Como. Lapide
Autore: Antonio Nessi
Soggetto: Fotografia della lapide murata sul retro dell'abside maggiore
Data: 1880 circa
Tipologia: Lapide
Provenienza: Frigerio Federico, Il Duomo di Como e il Broletto

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