ICOM_084. ICOMOGRAFIE: Cambiamenti. Arriva l’ora legale

 

iCOMOgrafie. Nel maggio 1966 inizia una nuova esperienza: l’ora legale

È il 22 maggio 1966. I giornali e la televisione strombazzano da giorni una notizia: sarebbe scattata l’ora legale! Dicono “scattata” con termine sportivo; una corsa contro le regole della natura; contro il Tempo, addirittura.
Si pensa di conquistare libertà, ma si perde un’ora (pensano in molti). Quel sabato, tutti devono “avanzare” le lancette. Ci sarebbero voluti quattro mesi (24 settembre) per recuperare quel tempo. Molti non capiscono le ragioni di risparmio energetico e non sono pochi quelli che continuano a mantenere l’ora naturale.

Invece i giovani scoprono un altro mondo: più sereno, più solare, più luminoso. I pomeriggi diventano lunghi e le vacanze più gradevoli. Tuttavia i vecchi sono scontenti: abitudinari per disposizione naturale, non imparano né subito né mai a ricollocarsi in uno spazio “legale”. Restano col sole e con i ritmi agricoli, anche in città.

Il turismo trae maggior giovamento dalla più durevole luminosità del giorno. L’ora legale, storicamente, non è un’invenzione moderna. Nasce dalla fervida mente dello scienziato e inventore Benjamin Franklin nel 1784, ma non è apprezzata. Nel Novecento, molti Stati accettano la soluzione (ma è il 1966). La Svizzera, fino al 1981, non accoglie la convenzione. Per quindici anni il coordinamento tra le attività (lavoro, spettacolo e televisione) con l’Italia è complicato. Si va a corrente culturale alternata, soprattutto per coloro che frequentano le manifestazioni ticinesi. I lavoratori frontalieri – inoltre – non trovano affatto piacevole la differenza oraria.

A Como si va a spasso alla luce, ma è dopocena. Il Duomo splende al tramonto delle ventidue. Si pedala sui pedalò in giro per il primo bacino del lago e le madri non protestano: tanto è “giorno”. 

Titolo: Regolazione dell'orologio
Autore: Anonimo
Soggetto: Spostamento delle lancette di un orologio a parete dell'hotel Villa d'Este
Data: 1949
Tipologia: Fotografia
Provenienza: Archivio Villa d'Este

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