ICOM_068. ICOMOGRAFIE: Società. Quasi una schedatura

 

iCOMOgrafie. Ogni anno, in quasi tutta la provincia, si fotografano le classi

È l'uso: ogni anno bisogna sottoporsi almeno a due riti scolastici molto particolari. Il primo è la foto di classe e il secondo è quella personale. La foto collettiva è un divertimento perché riunisce la classe (tutti i presenti di quella mattina) che insieme al docente si mettono in posa.

La tradizione esiste da prima della seconda guerra mondiale (ma vi sono anche fotografie d'inizio Novecento) ed è continuata finché le buone pratiche – ovvero la gratuità dei servizi scolastici – non ne mette in luce la disparità sociale. Infatti, il fotografo è esterno ed è pagato dalle famiglie. È regola diffusa partecipare tutti, anche se talvolta qualcuno (per ristrettezza economica o per principio) può non accettare.
È un modello scolastico non ancora del tutto paritario e alcuni servizi facoltativi, aggiuntivi, vanno pagati (come il doposcuola pomeridiano, dalle 16.30 alle 18 circa).

La foto di gruppo comunque è una bella festa temporanea che fissa – di anno in anno – la classe nella sua crescita o decrescita numerica di alunni (che variano causa trasferimento dei genitori o cambio di domicilio). Bisogna ottenere un permesso speciale per frequentare un plesso esterno al quartiere, rione o paese di residenza.

La fotografia di gruppo (sempre in esterno, sullo sfondo di un muro o del porticato) è molto interessante, perché rileva i caratteri dei singoli alunni, l'autorità o autorevolezza di maestre e maestri, lo stile dell'abbigliamento (anche se coperto dalle camiciole – per i maschi – o dai grembiulini – per le femmine). Tutto serio e molto nero.
La foto di classe è l'involontaria schedatura della crescita di una piccola comunità: quasi bambini in prima e già ragazzetti – irriconoscibili – in quinta.


Titolo: Elementari, foto di gruppo
Autore: Anonimo
Soggetto: Una classe della scuola di via Perti a Como
Data: 1956
Tipologia: Fotografia
Provenienza: Archivio Nodo

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