ICOM_060. ICOMOGRAFIE: Liturgie. Mercoledì delle ceneri

iCOMOgrafie. Dal Carnevale alla Quaresima; dalla festa alla penitenza

Il Carnevale è finito. Si bruciano i fantocci che rappresentano l’ultima testimonianza della ribellione popolare contro il potere: il Re, lo Stato, incoronati magari con la tiara (un po’ immagine temporale, un poco divina…), vestiti con una specie di piviale o, anche, con la tuta come a Schignano (il Carlisèpp) che già è simbolo di una condizione (il lavoratore maltrattato) e non di una vera e propria autorità. Insomma il Carnevale è ridotto in cenere. La festa è finita.
Un poco di silenzio tra la mezzanotte e l’alba e la vita riprende normale, scandita dai ritmi e dai riti della chiesa che riapre le porte per la liturgia delle “ceneri”.

A scuola si rientra (dopo la lunga pausa carnascialesca) intorno alle nove; giusto il tempo di passare in chiesa e farsi porre le ceneri (un pizzichino) sulla testa e che lì rimangono intoccate per qualche ora. “Sacrilegio”, “anatema”, insomma condanna – più o meno all’inferno – in caso di perdita. Così la pensano gli scolari comunque orgogliosi di portare il segno che, per taluni e in certe comunità, invece che un pizzico tra le chiome è – più correttamente – un segno di croce cinerea sulla fronte.

Il significato non conta; resta ignoto anche se sei un chierichetto che ha partecipato alla cerimonia del fuoco il Sabato santo dell’anno precedente. È in quell’occasione che si bruciano i ramoscelli di ulivo (avanzati) della Domenica delle Palme per cavarne (e conservare) le ceneri da utilizzare successivamente.

Il significato è chiaro: l’antica prassi penitenziale della Chiesa cattolica lentamente – nei secoli – si trasforma da celebrazione pubblica in atteggiamento personale, privato. Da una “riconciliazione” con la Chiesa (concessa una sola volta l’anno) a un sacramento frequente; anche quotidiano…
Gli scolari incenerati un po’ lo sanno e forse no e lieti del loro stato di grazia rientrano a scuola certi di un arricchimento. Ma la scuola continua e i compiti delle vacanze vanno comunque presentati.

Titolo: Como. Cerimonia del Fuoco
Autore: Gerardo Monizza
Soggetto: Sabato santo, cerimonia del fuoco
Data: 2005
Tipologia: Fotografia
Provenienza: Como. Archivio Nodo

Per altre schede, torna alla sezione "iCOMOgrafie": clicca qui