ICOM_056. ICOMOGRAFIE: Carnevale. La festa continua


iCOMOgrafie. Tra coriandoli e carri (poco) allegorici

Il Sabato grasso, le battaglie dei ragazzi contro altre bande si ripetono, ma i grandi sono più tolleranti. La ragione sta nel fatto che tutti sono impegnati nei preparativi del sabato sera. Sono le prime feste veramente trasgressive, fuori del calendario socio-liturgico, senza riti, né messe, né parvenza di bontà natalizia. È – il carnevale – trasgressivo solo nelle intenzioni, perché agli adulti manca la spinta ironica, sarcastica. Mancano il senso del mondo alla rovescia, della contrapposizione sociale, della volontà di liberazione.

Con un occhio al benessere, che lentamente avanza, gli adulti si mascherano più per dovere che per piacere; più per re-inventarsi una tradizione che per “elaborare” il passato. Del Carnevale non sentono grande bisogno. Vanno senza entusiasmo e tornano sfatti la mattina della domenica, ma non soddisfatti.
Caricati sulla nuova “Seicento” color pisello si sono illusi di mimare le grandi feste che avevano visto sui rotocalchi in voga. Ma le dive e i playboys restano lontani.

La domenica di carnevale non si dice grassa, però si mangia, come a Natale e forse di più. Poi ci sono (dove li fanno) i carri mascherati. Di solito artigianali, goffi e tristanzuoli: raramente prendono velenosamente in giro il governo, mai la chiesa, e incominciano timidamente con i personaggi di Sanremo e della prima televisione. Alla fine, quel che si vede, sono delle gran tettone di cartapesta e bocche rosse sganasciate, larghe come una caverna. Residui d’avanspettacolo morente.

Titolo: Como. Carnevale in Piazza Duomo
Autore: Gerardo Monizza
Soggetto: Maschere e ambulanti di Carnevale
Data: 2005
Tipologia: Fotografia
Provenienza: Como. Archivio Nodo

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