ICOM_038. ICOMOGRAFIE: Mobili. Artigianato, arte e filosofia

 

iCOMOgrafie. Quintilio Lucini Passalacqua progetta un mobile "a programma" con l'aiuto di valenti artisti

L’artigianato del mobile conosce, in epoca barocca, un notevole sviluppo. Particolarmente apprezzato, sia dai laici che dagli ecclesiastici, è l’uso di legni pregiati ancora più impreziositi da intarsi, gemme e pietre dure.
La bravura degli artigiani è sfruttata anche per mobili eccezionalmente complessi, per la cui realizzazione è indispensabile l’apporto di notevoli artisti.
Esempio significativo di questa collaborazione è lo scrittorio progettato nel 1613 da Quintilio Lucini Passalacqua, erudito che si propone di rappresentare – simbolicamente – i pericoli ai quali l’uomo va incontro quando lascia che la ragione sia guidata dai sensi.

Alla figurazione di questa morale è dedicata la parte superiore del mobile, decorata con cinque statuette (gusto, vista, tatto, udito, odorato) opera dell’artista francese Guillaume Berthelot [1570/80-1648]; i piccoli dipinti su rame sono del Morazzone [1573-1626] e rappresentano La cacciata dal Paradiso terrestre, Lot convertita in sale, La morte di Oza, La morte di Saul, Giovani chiedono la Grazia a Dio. Al centro dello scrittoio, porta dell’immaginario palazzo che è la “Casa della Ragione” vi è un gruppo scultoreo (estraibile) che rappresenta, in un piccolo gruppo bronzeo, La Ragione (una giovane armata) trainata da animali, ma che riesce a guidare con la forza della conoscenza.

Tutto, nello scrittoio, dai materiali alle gemme alle figure, è studiato e realizzato con cura. Cassetti e “scrittorietti” arricchiscono l’effetto. Tutto è “facilmente smontabile”, rendendo il manufatto unico nel suo genere e il prodotto di un “design” precoce e di grande effetto. Si pensi che l’ideatore e progettista e proprietario è un dottore in giurisprudenza e canonico del Duomo di Como.

Il grande scrittoio (largo un metro e cinquanta e alto due metri) era tenuto nella casa del Lucini Passalacqua dietro San Fedele, sull’area poi utilizzata per aprire via Perti; la dimora nobiliare era una specie di museo, straripante di curiosità e meraviglie; la dispersione dell’eredità ha portato il mobile fino alle Civiche Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, dove è attualmente conservato.

[Per saperne di più: Quarta Lettera Istorica di Quintilio Lucini Passalacqua, NodoLibri]

Titolo: Scrittoio Passalacqua
Autore: Quintilio Lucini Passalacqua e altri
Soggetto: Scrittoio barocco in legno e avorio
Data: 1613
Tipologia: Mobile
Provenienza: Milano. Civiche Raccolte d'Arte Applicata del Castello Sforzesco

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