ICOM_027. ICOMOGRAFIE: Memoria. Immagini impresse

 

iCOMOgrafie. Da un fotografo di Asso un documento che si fissa nella memoria

Le immagini che restano più impresse nella memoria sono quelle dei momenti tragici della vita. Talvolta – anzi spesso – quelle immagini si trasformano andando a “sistemare le cose” perché il tempo non tutto cancella, ma ammorbidisce i contorni dando agli oggetti, alle persone, alle azioni, ai fatti, un senso diverso e meno doloroso.
Altre volte – magari le stesse immagini, ma per altre persone – diventano incubo costante, visioni deformi, persistenza del dolore. Il tempo non riesce a cancellare nulla e – anzi – nella confusione della memoria personale (o collettiva) quei fatti, quelle azioni, diventano mostruosi.

La guerra, le violenze, i campi di concentramento e persino gli attentati e gli atti di terrorismo o stragismo sono ben documentati: oggi fin troppo, ma anche nei decenni passati era costante cura di invasori e carnefici documentare la perversione, i massacri, le violenze.
Così hanno fatto gli eserciti (anche quelli che difendevano popolazioni e confini) e così hanno fatto gli aggressori. Come le SS in territorio comense, restituendo ai posteri la documentazione delle loro cattiverie e delle costanti, quotidiane malvagità.

Come spesso succede – e per fortuna – alle azione spietate la gente risponde con prontezza; reagisce con compassione e grande umanità sostenendo i deboli e i perseguitati contro la violenza degli oppressori.
Nel corso della Seconda guerra mondiale, in tutta la provincia di Como, non si contano i gesti di aiuto alle famiglie perseguitate: agli ebrei nascosti per sottrarli alla deportazione; ai resistenti per nasconderli dai rastrellamenti; agli antifascisti per evitare loro la deportazione.

Pur sapendo di correre molti rischi gli aiuti non sono mancati. Tuttavia si contano a centinaia le perquisizioni. Ad Asso, il fotografo Giordano Paredi documenta con oggettività da reporter – per conto delle SS italiane – un interno domestico: ci troviamo nelle stanze della residenza della famiglia ebrea Vita, appena fuggita. Lo sconquasso testimonierebbe gli esiti della perquisizione dei soldati, ma potrebbe anche semplicemente aver cristallizzato il trambusto della fuga precipitosa dei padroni di casa. È rimasta intatta, nei decenni, la potenza di un’immagine di cronaca che non si cancella dalla memoria.

Titolo: Perquisizione delle SS nella villa della famiglia ebrea Vita, Asso
Autore: Giordano Paredi
Soggetto: Perquisizione in casa di ebrei
Data: 1944
Tipologia: Fotografia
Provenienza. Asso. Archivio Paredi

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