ICOM_025. ICOMOGRAFIE: Bellagio. Poesia di terra e di lago

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Una scena a effetto: il lago di quel grigio piombo (“così bello quando è bello”…) ricco di riflessi dorati e poi pennellate verdastre sotto la barca; l’acqua, oltre la sella di Bellagio, è quasi argentata.
Il cielo è fantastico e non perché fantasioso. È reale – non tutti i giorni, ovviamente – ma quando al levar del sole l’aria è pulita e non tira vento (il comballo ha la vela piatta) tutto sembra fermarsi. Una striscia d’acqua uniforme segna la riva per tutto il tratto da San Giovanni al Borgo.

Bellagio scura scura è, a tratti, illuminata dal primo sole che dà rilievo alle cose, alle case, agli alberi. Dal monte San Primo (sulla destra) scende dolcemente il crinale fino quasi a scomparire, sfiorare la riva, per risalire nel parco della Villa Serbelloni e giù a picco o quasi fino a punta Spartivento e finire nelle acque del Lario.

L’autore è Manuel Wielandt [1863-1922] artista, illustratore e pittore tedesco che ha molto ripreso il sud Europa e soprattutto l’Italia, realizzando numerosi dipinti per cartoline prodotte in diverse serie e commercializzate con successo. L’Artista, tra Cadenabbia e Bellagio, ha colto insieme la tranquillità degli spazi e la sequenza delle quinte naturali che creano un’atmosfera  accattivante. Lago, barca, terra, ancora lago e infine montagne: le più alte della zona. Potenti, coloratissime.

Il gruppo del Legnone di qua e le Grigne di là. Le montagne sono grigie, turchesi, con qualche area segnata da alberi e case: la zona di Esino Lario e Barzio. Sullo sfondo il cielo si colora di rosso e di fuoco e le nuvole creano fiamme che tra poco spariranno non appena il comballo raggiungerà la riva. Per iniziare una nuova giornata di lavoro.

Titolo: Bellagio da Cadenabbia
Autore: Manuel Wielandt
Soggetto: Lago di Como con comballo
Data: 1898
Tipologia: Cromolitografia [Schmidt, Staub & Co, Norimberga]
Provenienza: Como. Archivio Nodo

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