ICOM_015. ICOMOGRAFIE: Como e Corot. Tocco d’artista

 
iCOMOgrafie. J.B. Corot, pittore francese, coglie l’atmosfera sospesa e romantica della città di Como

Como, luogo di bellezza e di vacanze. Così l’intendono gli artisti dell’Ottocento che la comprendono nei loro (talvolta brevi) “passaggi” in Italia allo scopo di scoprirne le delizie, dipingerle o disegnarle, e trasmetterle agli appassionati, in patria.
Così è anche per Jean-Baptiste Camille Corot [1796–1875] pittore parigino che in Italia arriva nel 1825, poi ancora nel 1834. Rientrando in Patria si ferma sul Lario dedicando alla città e al primo bacino un quadro che sarà "riscoperto" a Como solo in anni recenti, tra 1987 (mostra a Lugano sui vedutisti) e 1992 (pubblicazione di Peter Galassi Corot in Italy).

Gli artisti “vedutisti” in quegli anni, sono poco interessati alla realtà effettiva, anche artistica, dei luoghi che attraversano; basta loro cogliere un attimo, una sensazione, nel peggiore dei casi un effetto.
Tuttavia, dipinti e stampe sono testimonianze immediate; infatti, le prime guide storico-artistiche per stranieri verranno qualche decennio più tardi; dalla fine del Settecento sono invece disponibili le guide (quasi solo in italiano) per appassionati.

Corot coglie – è il 1834, appunto – una città “perfetta”: romantica, incantata, lievemente sfumata e non ancora contaminata (o sporcata) dall’industrializzazione che avrebbe poi – col lavoro e la creatività – trovato successo e fama in tutto il mondo.
Per Corot, Como – forse – era vera, non artefatta, semplice.  Era rappresentabile con pochi e secchi colori (le case variano sul marrone; le colline si perdono in due o tre tonalità di verde), ma senza ricercarne aderenza ai caratteri effettivi.

Como era una piccola città che poteva emozionare anche se – così come Corot la fissa sulla tela – non ricca di monumenti. Solo il Duomo campeggia; la torre del Baradello è il punto di fuga dell’intera visione. Incuriosisce per la sua lontana forza. Altro non c’è, ma è quanto basta per catturare l’attenzione e per creare un mito: quello del Lario (e del suo capoluogo).

Titolo: Como e il Lago di Como
Autore: Jean-Baptiste Camille Corot [1796-1875]
Soggetto: La città e il primo bacino
Data: 1834
Tipologia: Dipinto. Olio su tela
Provenienza. Parigi, collezione privata

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