ICOM_004. ICOMOGRAFIE: Il Cinema e il Lago di Como

 

iCOMOgrafie. Fin dai suoi inizi il cinema ha utilizzato le bellezze dei luoghi lariani: come soggetto e come sfondo. Anche della Brianza

Il rapporto tra il Lago di Como e il cinema nasce dalle origini della “fotografia in movimento”. Con un breve filmato di Giuseppe Filippi (ex operatore Lumière) si ha la prima ripresa (1897, Biciclettisti alla Rotonda dei Giardini pubblici) seguita da molte decine di film.

Un inizio: nel 1937 Villa Olmo fa da sfondo a Felicita Colombo (regia Mario Mattioli), ma nel 1941 due film trasformano il Lario in vero protagonista: I promessi sposi (regia Mario Camerini) e il celeberrimo Piccolo mondo antico (regia Mario Soldati). Lo spettatore (e la produzione) scopre il potere visionario ed evocativo del Lario e della Brianza (Allonsanfàn, 1974, regia dei fratelli Taviani, racconta amore e rivoluzione usando Villa Amalia di Erba). Basta un’inquadratura e l'immagine porta lo spettatore da quel luogo reale alla storia narrata e dal film tutto rimbalza al punto della ripresa, accrescendone il valore e creando interesse e curiosità.

Siccome il cinema è suggestione, costruire emozioni usando pezzi di realtà riconosciute per la loro bellezza facilita il lavoro di soggettisti, registi, attori e anche scenografi. Il cinema racconta storie, ma costruisce anche ipotesi di realtà usando elementi dei paesaggi variamente mescolati: una piazza, una strada, una riva, uno scorcio di lago, un bosco, una chiesa. E ogni angolo o panorama possono essere realtà o qualcosa d'altro. Tra tutti Guerre stellari II (2002, regia George Lucas) che riprende Villa Balbianello, ma poi la trasforma usando il digitale. Tuttavia, pur rielaborata, la Villa e il Lario entrano nel mito e richiamano turisti da ogni parte del mondo; a scoprire quel che il cinema ha solo accennato.

Titolo: Balbianello, Piccolo mondo antico
Autore: Non identificato
Soggetto: Reportage riprese a Balbianello
Data: 1941
Tipologia: Fotografia
Provenienza. Milano. Cineteca italiana

 

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