Memoria. Museo Barca lariana a Pianello

 

Pianello del Lario. Il sogno di Zanoletti diventa quasi realtà: il Museo della Barca lariana riapre per avere un futuro

Ci voleva una bottiglia di champagne sbang! contro uno scafo. C'è stata invece una più seria e sobria benedizione da parte del parroco di Pianello del Lario il quale ha metaforizzato sulla barca che porta, che accoglie, che collega, che mette in comunicazione le comunità, i luoghi e le singole persone. Bella immagine (ovviamente evangelica) che s'adattava al momento. Gran momento per il Museo Barca Lariana MBL che s'appresta a diventare da ricovero – dei reperti perduti e/o distrutti del Lario – in vero Museo moderno, multimediale.

Un sogno. Per Gianalberto Zanoletti, innanzitutto: ideatore, sostenitore, promotore, finanziatore, curatore, conservatore... di un'idea romantica e – allo stesso tempo – pragmatica. Due cose difficili da unire, ma che Zanoletti ha tenacemente condotto attraverso mille difficoltà, per oltre trent’anni creando anche, con alcuni amici, l’associazione Raccolta della Barca Lariana.

Ha ripreso barche, ha comprato una vecchia filanda, ha sistemato alla meglio un patrimonio di legni che sarebbe andato perduto, ma si è scontrato contro la dura realtà: un Museo costa. Per mantenerlo si debbono anche rispettare le regole (sicurezza, criteri espositivi, modalità archivistiche) e servono soldi.

Zanoletti è uomo sognatore, ma tenace. Circa diciotto anni fa, costretto a chiudere il Museo per inadeguatezza rispetto alle norme vigenti riesce tuttavia e recuperare finanziamenti privati (gli appassionati del settore nautico non mancano), ma non trova adeguate risposte dagli enti pubblici: le leggi non consentono un sostegno economico ad imprese “private” anche se culturalmente e storicamente rilevanti.

Ma il sogno non si spezza e Zanoletti, la famiglia, i soci della Barca Lariana e tanti amici, riescono a fissare un primo punto di partenza. L’apertura, inaugurazione, di domenica 15 luglio 2018 è il segnale forte verso la comunità intera. Il paese di Pianello del Lario, innanzitutto.

La presenza e il discorso inaugurale del sindaco Dino Giucastro è un segnale forte. La partecipazione della banda è un suono significativo. La disponibilità di tanti abitanti di Pianello è la dimostrazione di un rinnovato (e forse mai mancato) interesse verso un Museo che da sogno “personale” sta diventando realtà per l’intera comunità.

Un sogno che corre sull’acqua e che richiede progetti e tempo, come ha ricordato Roberta Lamperti che, dell’iniziativa, è responsabile marketing: un museo aperto a tutti “anche ai non appassionati di barche” e che si offrirà come spazio per incontri e per il tempo libero.

Il progetto è ambizioso e costoso: sei milioni di euro per la sistemazione dei tantissimi reperti (barche, motori, vele) e degli archivi (fotografie, progetti, stampe) anche con la “digitalizzazione” dei documenti già conservati nell’archivio come ha rivelato Ferdinando Zanoletti, segretario dell’Associazione parlando soprattutto di “spazi per la formazione dei giovani”.

 Un museo difficile perché la barca è reperto “ingombrante” e ha bisogno di restauro, di collocazione che renda visibile e affascinante l’esposizione. È un museo complicato anche dal rapporto tra la tradizione dei cantieri lariani (dove lavoravano i grandi “maestri d’ascia”) e la realtà produttiva odierna spinta verso nuovi materiali, sofisticate tecnologie, design ricercatissimo, mercato internazionale.

Ma il sogno è partito e l’entusiasmo generale (circa trecento i presenti all’inaugurazione) sembra avere il vento in poppa. Un buon segnale dopo tanti anni di fatiche e di incertezze. Un gran patrimonio di storia, di tradizioni, di lavoro e di persone finalmente a disposizione di tutti in un paesaggio stupendo e in un luogo affascinante: il Lario.