Patto. Il Lario riunito. Non più un sogno.


 Stati generali del Lago di Como: riunire le forze

Lario. Il lago è acqua e l'acqua non si controlla: si muove, ondeggia, s'allarga, si spande, si distende, penetra... È senza confini visibili; è incontrollabile tranne che dalla politica. Separare l'acqua è un'operazione impossibile se non si vuole forzare la natura. Dividere un paesaggio unico è un affronto all'intelligenza di chi (magari, prima) l'ha custodito e conservato. Qualcuno (dopo o durante) l'ha persino violentato, ma non diviso (chissà perché?); anche sfruttato, ma non separato. Semmai venduto, in blocco, come idea di villeggiatura e di turismo di massa.

L'acqua è il lago è il lago è il Lario. Perfetto equilibrio di forme che dal carattere della Ypsilon rovesciata (ma da che punto di vista si guarda?) unisce cielo, terre e acqua. Colore e buio, sereno e tempesta, materia, movimento, sentimento, mutevolezza, incanto, liquidità: nuvole, consistenza, leggerezza. Il catalogo è questo.

Qualcuno, un quarto di secolo fa, s'impegnò a dividere tanta bellezza con un colpo di penna intinta nel grigio inchiostro della burocrazia di campanile. Così d'un tratto il Lario fu diviso tra due province (Como e Lecco) e nel quasi disinteresse generale. Non sembrava un problema.

Lo sarebbe stato perché il Lario, diviso in due, dimostrò la debolezza derivante dallo sfregio subito e la resistenza fu dura. Dura la battaglia contro la speculazione edilizia, faticosa la progettazione della modernità, difficile la conduzione della politica di sponde, rive, paesi, pesca, trasporti, viabilità, strade, imprese, scuole... Complessa la promozione, incerta l’immagine (brand, loghi, ecc). Il catalogo è lungo.

Ma la realtà ha superato la storia e si torna a parlare di unioni o riunione delle parti. Il corpo lacustre separato tornerà a ricongiungersi perché così vogliono la logica, l'economia e – persino – la politica.

Se ne parla da tempo e questo nostro beneamato Lario diventa finalmente l'oggetto del desiderio comune per nuove identità e migliori appartenenze. Bisogna anche riflettere e condividere progetti e idee e questo si farà martedì 19 giugno a Villa Erba di Cernobbio (vedi programma) con Como e Lecco non troppo separate in casa e decise a discutere del bene condiviso che è il Lario: bene di tutti, patrimonio dell’Umanità.

 

 

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.