Teatro. “Un bés”: vita di Antonio Ligabue

Al San Teodoro di Cantù. Ligabue e i suoi tormenti portato in scena da Mario Perrotta

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Incredibile. Quasi neanche una parola si capisce. Una parola che abbia senso. I gesti hanno senso e danno forma a figure che illustrano, che illuminano, attimi di una vita tutta al margine della società: la vita di Antonio Ligabue. Lo sconforto dell’uomo che in vita sua non ha mai ricevuto un bacio (un bés…). L’esplosione di una vena artistica originale e naturale.

Uomo? Artista? Disperato? È un emarginato ricco di passioni il Ligabue che Mario Perrotta (straordinario, intenso) porta in scena o meglio mette difronte al pubblico in tutta la crudezza dell’originale. Perrotta non s’immedesima nel personaggio Ligabue; lo diventa; lo è.

Le parole dunque sfuggono alla comprensione eppure se non la vita, ma l’esistenza umana di Ligabue emerge dalla confusione e dai tormenti che riempiono la narrazione di uno spettacolo che colpisce e attrae.

La scena è spoglia: tre pannelli specchianti che ruotati diventano grandi fogli verticali, parti di un trittico, che l’attore riempie di segni con straordinaria potenza espressiva. Le linee e le curve e le figure prendono consistenza a poco a poco illustrando attimi che riaffiorano alla memoria di Ligabue. Perrotta ha – dunque – mano felice, eccellente per sintetizzare con il segno e le sfumature, col disegno libero, quel che solo accenna con la voce, con le parole confuse, con le frasi spezzate.

Grande prova d’attore già pluripremiato, che al San Teodoro ha catturato il folto pubblico attento, immobile, sorpreso di riuscire a seguire un “non racconto” cogliendo persino le sfumature. Sintonia totale: dalla scena, dall’attore verso il pubblico il filo dell’emozione si è steso liberando incertezze e paure (il temuto coinvolgimento emotivo). Perrotta invece mantiene la distanza giusta tra la storia e la sua rappresentazione rivelando un Ligabue non inedito (perché conosciamo la sua disperazione umana e artistica), ma vero e una sofferenza non solo vera ma condivisibile. Dieci esaltanti minuti di applausi hanno espresso tutto il gradimento del pubblico.