Teatro Sociale. “Risveglio in Trio” inaugura la stagione concertistica

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Teatro Sociale di Como
Domenica 11 ottobre 2020, ore 11.00

Gaia Gaibazzi clarinetto
Claudio Laureti viola
Monica Maranelli pianoforte 

Domenica 11 ottobre alle ore 11.00 riprende la rassegna Camera con Musica, in Sala Grande, con un appuntamento che inaugura la stagione concertistica 2020, D’acqua e vitaRisveglio in Trio, in collaborazione con l’Associazione Musica con le Ali che presenta Gaia Gaibazzi al clarinetto, Claudio Laureti alla viola, Monica Maranelli al pianoforte ad eseguire un programma estremamente raffinato, che prevede, nell’intimità e nel virtuosismo della musica da camera, la Fantasia sulla Traviata di Giuseppe Verdi per clarinetto e pianoforte, op. 45 di Donato Lovreglio (1841-1907) e la Fantasia su temi del Rigoletto per clarinetto e pianoforte di Luigi Bassi (1833-1871), cui si alternano divertissements fiabeschi e giocosi: i quattro Märchenbilder (Quadri fiabeschi) per viola e pianoforte, op. 113 di Robert Schumann ed il Trio in mi bemolle maggiore K. 498 Kegelstatt Trio (Trio dei birilli), così chiamato perché probabilmente composto da Mozart proprio durante una partita di birilli, destinato ad essere eseguito, in un contesto familiare, con al pianoforte la giovane Franziska Jacquin, allieva di Mozart, Anton Stadler al clarinetto, e lo stesso autore la viola.

Se i brani di Schumann e Mozart sono noti, come la loro tecnica compositiva, è opportuno spendere qualche parola su Donato Lovreglio, nativo di Bari, poi trasferitosi a Napoli, compositore che si impegnò soprattutto nelle variazioni e trascrizioni di celebri pagine operistiche, per clarinetto e pianoforte, sovente eseguite con la moglie pianista Adelina Castelli; in questo programma viene proposta la  Fantasia sulla Traviata di Giuseppe Verdi per clarinetto e pianoforte, op. 45, probabilmente del 1864.

Luigi Bassi, a Lovreglio contemporaneo, ma attivo a Milano (a fine ‘800 era primo clarinetto del Teatro alla Scala), si cimentò come il collega nella rielaborazione di quindici fantasie d’opera; tra tutte quella che riprende i temi da Rigoletto, pubblicata nel 1865, è ritenuta la più riuscita.

Queste due composizioni, composte a pochi mesi l’una dall’altra, dimostrano come la tradizione ottocentesca amasse trasporre per singoli strumenti, o piccole formazioni, le sonorità teatrali che avevano ricevuto il consenso del pubblico, ed in queste trasposizioni l’intento non era tanto riprodurre la semplice linea melodica dei punti salienti dell’opera, bensì portare la tecnica dei diversi strumenti a livelli molto alti, per le capacità richieste e la padronanza dello strumento, imprescindibile, per rendere a due voci (quella del clarinetto e del pianoforte nei brani che verranno eseguiti) i volumi e sfumature in origine affidate all’orchestra, nella visione verdiana.