Teatro Sociale. La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli 

Una rilettura in chiave pop del Libro dei libri

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Teatro Sociale di Como
sabato, 8 febbraio – ore 20.30
PAOLO CEVOLI in LA BIBBIA

Torna al Teatro Sociale di Comosabato 8 febbraio (ore 20.30), in collaborazione con MyNina Spettacoli, Paolo Cevoli, il comico divenuto familiare al grande pubblico con le sue apparizioni televisive a Zelig nelle vesti di Palmiro Cangini, fantomatico assessore alle attività varie ed eventuali del Comune di Roncofritto, e che negli anni si è cimentato con successo nel teatro, portando sulla scena in centinaia di teatri vizi e virtù dell’italiano medio.

In tutta Italia sta riscuotendo grande successo con lo spettacolo-monologo La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli (regia di Daniele Sala): una rilettura, alla sua maniera, del “libro dei libri” in cui presenta alcuni grandi personaggi dell’Antico Testamento mettendo in evidenza le loro fragilità e incoerenze.

Scopriamo, così, un Adamo che nell’Eden ci appare come un sempliciotto succube di Eva, Abramo che non esita a offrire la moglie Sara al Faraone d’Egitto spacciandola per sua sorella, Giobbe che viene deriso perfino dalla moglie a causa delle disavventure che si abbattono su di lui, e Giacobbe — padre delle dodici tribù d’Israele — è un furbacchione che nella Genesi, con una serie di stratagemmi, deruba il fratello gemello Esaù della sua primogenitura.
Stesso trattamento per il re Davide, per Elia e altri protagonisti della Bibbia che, mentre in genere restano avvolti da un’aura di sacralità, dal comico romagnolo vengono raccontati come persone in cui il limite e l’incoerenza sono parti integranti della loro umanità.

Quello che potrebbe sembrare dissacratorio — anche per le parole e i toni forti che vengono usati — si rivela una modalità efficace per sottolineare il rapporto filiale tra l’uomo e Dio: solo chi vive una profonda familiarità può usare parole che per un estraneo possono sembrare eccessive o offensive. “Se Dio è un padrone puoi rivolgerti a lui solo mantenendo le dovute distanze – osserva Cevoli – Se è padre puoi permetterti certe confidenze, anche nel linguaggio usato, perché sono figlie di un rapporto di amore. Per questo sono abbastanza sicuro che anche da lassù avranno fatto qualche risata guardando il mio spettacolo.”

Paolo Cevoli rilegge le storie di Adamo ed Eva, Caino e Abele, Noè e l’arca, come una grande rappresentazione teatrale dove Dio è il “capocomico” che si vuole rappresentare e far conoscere sul palcoscenico dell’universo. Dio è il “Primo Attore” che convoca come interpreti i grandi personaggi della Bibbia. E forse anche ognuno di noi è protagonista e attore e può scoprire anche l’ironia e la comicità di quella Grande Storia.

Ognuno può ritrovare un po’ di sé in qualche pagina di quel libro, vengono affrontati temi che oggi hanno una grande attualità: migrazioni di popoli, guerre e persecuzioni, il rapporto uomo-donna e quello tra padri e figli, e soprattutto la grande domanda sul male, che riecheggia in particolare nella vicenda di Giobbe: se Dio è buono, perché permette il male? Che senso dare al dolore e alla sofferenza degli innocenti?”

La Bibbia vuole essere una rilettura in chiave pop del Libro dei libri, l’ironia come cifra per affrontare la realtà, i codici del sacro per decifrare il profano: Paolo Cevoli rilegge, così, con umorismo vicende antiche ma sempre attuali.