Teatro Sociale. Il Rigoletto per i bambini inaugura la XXIV edizione di “OperaDomani”

Opera e teatro per le nuove generazioni

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Voci, vocine, vocette allegre, argentine. Il Teatro Sociale di Como si riempie in fretta e la marea di bambine e bambini supera – senza farci caso – l’opposizione naturale del forte vento. Repliche esaurite e grande attesa dei piccoli spettatori che – come si sa – sono preparatissimi sull’argomento “Rigoletto”. Come vedremo.

Il pubblico si siede –or–di–na–tis–si–mo! L’orchestra entra, il direttore saluta, le maestre hanno finito il lavoro di controllo per godersi – finalmente in pace – il frutto di un’esperienza di alternanza scuola musica… silenzio.

Le prime battute dell’orchestra affascinano e la storia che ha inizio ha tutte le caratteristiche per coinvolgere un pubblico che – per la prima volta, probabilmente – mette piede in un vero e grande teatro. A meno che…

A meno che i bambini non siano già stati al Sociale lo scorso anno per l’edizione di Opera Education che AsLiCo porta avanti – con sempre maggior successo – da 24 anni: un’intera generazione. Migliaia di bambini e bambine che a Como (22 repliche e circa 15 mila spettatori) e in una trentina di città italiane (e pure a Chiasso e Bregenz) scoprono il teatro d’opera, il fascino della messinscena e magari anche qualche trucco. Numeri da capogiro: 150 mila spettatori (dai 6 ai 12 anni) per 350 repliche.

Preparatissimi: sanno a memoria l’intera vicenda (anche le parti recitate) ed esplodono nei cori con precisione e bravura. Certo, “Rigoletto. I misteri del teatro” non è esattamente il dramma verdiano; infatti “è tratto” con adattamento musicale e drammaturgico (a cura di AsLiCo) che mantiene la superficie dell’opera originale lasciando solo intendere il dramma che finisce in tragedia e che tutti gli appassionati d’opera ben conoscono.

Il gioco teatrale è chiaro fin dall’inizio quando i cantanti attori e anche giocolieri e saltimbanchi (un po’ commedia dell’arte) stabiliscono il contatto con il pubblico che partecipa pronto a “mettersi in costume” (ma è solo una maschera…) o a partecipare (con strumenti autocostruiti) alla sonorizzazione della vicenda.

Insomma, è sempre una festa per tutti che lascerà un segno profondo negli spettatori e una voglia di perfezionarsi e – magari – di affrontare studi musicali (è già accaduto in passato).

È un successo anche per gli insegnati (guidati dallo staff di AsLiCo) che partecipano ad un progetto sperimentato, con tempi ben definiti e risultati (culturali) estremamente utili. Lo provano i numerosi materiali didattici forniti (libretto, spartito, note di regia, gioco interattivo, modelli per costumi, indicazioni per le scene ecc).

Scuola e teatro uniti per far crescere e per divertire, per educare e allargare le giovani menti. Suona e canta… qualcosa resterà.