Teatro Sociale. Adeguamento normativo: uno spettacolo invisibile

Uno sguardo inedito nel cuore architettonico del teatro comasco

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In segreto, sottotono. Con cautela e rispetto del luogo e degli spettatori. Un lavoro nascosto e che tale – alla fine – rimane. Un’impresa gigantesca, ma invisibile. Del resto, tutto è avvenuto in un teatro: il Sociale di Como dove lo “spettacolo” della “prevenzione incendi” è stato realizzato senza disturbare il pubblico.

La faccenda si riassume in due parole “Adeguamento normativo” che stanno tra il magico e il burocratico e che richiamano le necessità del fare e il capestro delle leggi. Tuttavia…

Nessuno s’è accorto di nulla, appunto. Perché il lungo lavoro di tecnici (una decina) e imprese (una dozzina) è stato condotto da Luca Ambrosini (architetto dello studio Arkham di Como) con la collaborazione di specialisti (vedi allegato) nell’assoluto rispetto dei tempi (anche se l’iter era partito con la riapertura del Sociale nel 1988): secoli or sono…

I “Lavori di adeguamento ai fini delle prevenzione incendi” sono stati eseguiti “per la sicurezza e nel completo rispetto del bene architettonico” che significa: lavorare in un teatro (che ha oltre 200 anni) attuando rinforzi strutturali e specifici – per ciascuna struttura – della copertura lignea – con vernici ignifughe intumescenti – nelle zone del palco, nei sottotetti, nei locali tecnici, nelle sale prova, scale, ingressi artisti, ristorante e parti accessibili al pubblico…

L’elenco degli impianti realizzati è lungo e non può dare l’esatta dimensione dell’intervento generale (su circa 18 mila metri quadri dell’intera superficie dell’edificio) e rivela anche la complessità dei lavori fatti in un “teatro” ovvero in un edificio storico che unisce tecnica, tecnologia, arti decorative, arredi di pregio e grande pericolo da tenere sotto controllo.

Il teatro, spettacolo dal vivo e dal vero, è sempre una fonte di rischio dovuta alle necessità sceniche e ai materiali (cartapesta, plastiche, velari…) mentre quella illuminotecnica, negli anni, s’è molto “adeguata” alla contemporaneità raggiungendo alti livelli di sicurezza.

Tutto questo – ovviamente – non si vede, ma è costato una cifra impressionante: un milione di euro che la Società dei Palchettisti (cittadini comaschi che hanno la proprietà del Teatro e che ne sostengono i costi) ha investito con l’accordo di AsLiCo (che da vent’anni gestisce la produzione) e del Comune di Como (che è parte dei Palchettisti in quanto “possiede” 10 palchi).

I risultati (e soprattutto il “Certificato di Prevenzione Incendi da parte dei Vigili del Fuoco” sono stati presentati dal presidente dei Palchettisti, Claudio Bocchietti molto soddisfatto del lavoro svolto (iniziato sotto la presidenza di Franco Peronese) e da Fedora Sorrentino (oggi a capo AsLiCo) che ha concluso l’impegno assunto nel 2017 dall’allora presidente Barbara Minghetti.

Soddisfazione generale di autorità in rappresentanza delle varie commissioni, che hanno condiviso il percorso, e dei progettisti. Luca Ambrosini, architetto responsabile dei lavori, e gli ingegneri che hanno avuto la responsabilità di sicurezza, strutture, antincendi, impianti sonori ed elettrici hanno illustrato la complessità degli interventi e dei risultati ottenuti: invisibili ma importantissimi.

Ora, gli spettatori, i cittadini di Como, e tutti coloro che godono delle bellezze e degli spettacoli che il Sociale offre nel corso dell’anno, sanno che la grande macchina culturale del teatro è tornata a disposizione della comunità con grande impegno economico, di idee e di intelligenze perché “sembra che non sia cambiato niente”, ma – invece – è cambiato tutto. In meglio.

Allegato
“Teatro Sociale di Como: adeguamento normativo”

 


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