Teatro. Mistero buffo: mezzo secolo di successi

Mario Pirovano – allievo e amico di Dario Fo – riprende il celebre spettacolo portandolo – finalmente – al Piccolo Teatro di Milano

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Mario Pirovano ha chiuso il cerchio; dove non era riuscito ad arrivare Dario Fo (Dario Fo!) è arrivato: in mezzo secolo di professione Mario – e dopo centinaia di repliche – è al Piccolo Teatro di Milano. Oggi, a distanza di cinque decenni dalla prima del 1969, il giovane pubblico presente numerosissimo nella sala di via Rovello ignora i lontani malumori di una contrapposizione tra teatro colto e perfetto, ma borghese (quello di Strehler per intenderci), e quello colto, ma spiccio, impreciso, politico e popolare di Dario Fo. Ora, morti entrambi, gli eredi continuano nel solco parallelo che fa del teatro una strada sicura verso il piacere di fare e di godere del teatro.

Su questa strada cammina sicuro e ormai liberato dai fantasmi (quello di Fo è così presente…) Mario Pirovano che dal maestro Dario e da Franca Rame ha appreso i rudimenti dell’arte alla maniera antica: guardando, copiando, ripetendo, sbagliando, imparando, crescendo e liberandosi dei buoni consigli che ogni vecchio maestro non smette mai di dare.

Da un paio di decenni, vivente ancora l’autore autorevole (nonché premio Nobel), nonché Attore unico (con 5 mila repliche), Mario Pirovano ha preso il testo scritto di Mistero buffo facendolo proprio. L’impresa ha dell’incredibile perché il fantasma di Dario Fo aleggia in sala e nella memoria degli spettatori diversamente giovani; per gli altri, la maggioranza assoluta, la novità è garantita. Il piacere di risentire o ascoltare per la prima volta Mistero buffo è grandissimo. Mario Pirovano interpreta con libertà espressiva il modello originale restituendolo ad una dimensione più diretta, semplice.

Dove Dario parlava alle menti delle masse (con la critica politica sempre attenta), Mario sembra voler parlare ai cuori dei singoli. Un modo diverso di porre un testo ormai cosiddetto classico, ma che rischia (se letto superficialmente) di divenire incomprensibile fuori dal contesto storico in cui era nato (il Sessantotto studentesco e il Sessantanove operaio). Tuttavia, le parti celebri del testo (La resurrezione di Lazzaro, Bonifacio VIII, il Primo miracolo di Gesù ecc) tornano inevitabilmente utili se confrontate all’attualità (la credulità religiosa, il papato di Francesco, le cattiverie contro le diversità…)

Il successo milanese, par Mario Pirovano, è la conferma di un costante lavoro di recupero della memoria dei maestri Fo e Rame e anche la dimostrazione di una possibilità espressiva originale e lontana dalle imitazioni. Il testimone di Mistero buffo è ormai saldamente in mano sua e la corsa al (nuovo) successo è garantita.


Per approfondire: Mistero buffo
Per informazioni: Mario Pirovano
Per vedere: Piccolo Teatro di Milano