Storia a Memoria. 00_In principio

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00 – in principio

Era nato alla fine degli anni Quaranta; verso la fine. Non era un merito, lo sapeva; non era neanche una coincidenza; era un fatto normale e diffuso a quel tempo, poco degno di essere sottolineato. Scoprì – molti anni dopo – che a nascere in quei mesi saranno stati qualche milione circa, uno più uno meno. La natalità era ancora alta, subito dopo la guerra. Si veniva fuori da periodi bui, di ristrettezze anche alimentari e ai genitori piaceva stare in casa la sera, a fare figli.

Non aveva fatto la guerra, non aveva fatto la Resistenza, non aveva fatto la fame.

Era quasi figlio del boom economico, nato prima dell’era televisiva e sarebbe sopravvissuto a stento a quella telematica. Aveva figli che compativano la sua generazione, una moglie che ormai lo tollerava e i genitori che speravano di vederlo crescere. Aveva molti amici che lo amavano, forse perché l’avevano conosciuto nei momenti migliori; qualcuno lo sopportava.

Nascere allora era abbastanza bello e si poteva anche in privato (era nato in casa, con tanto di zie e parenti ad assistere, ed aiutare, e una “levatrice” personale come un gran signore). Si poteva venire alla luce persino in una struttura pubblica; si chiamava “Maternità” e stava appena fuori dal centro. A molti non piaceva nascere lì, faceva troppo moderno.

Comunque, era nato. Dopo non vestiva alla marinara (non era più di moda), ma andava la domenica col passeggino a fare belle gite in piazza e ai giardini, non di sabato perché quel giorno si lavorava. Molte delle mamme non lavoravano e non mancanza d’attitudine, ma perché il lavoro c’era solo per gli uomini, i papà. Le mamme avevano dunque del tempo libero che occupavano rassettando la casa, facendo il bucato, preparando il pranzo e la cena; poi stiravano, cucivano i vestitini, accudivano i figli (raramente meno di due, tre) e sopportavano qualche anziano che viveva sotto lo stesso tetto. Si usava così e si chiamavano “vecchi” o qualcosa del genere.

Era nato da poco e il Sant’Uffizio aveva già scomunicato i comunisti; non che c’entrassero molto, ma il clima sembrava piuttosto nuvoloso. C’era anche un certo Mario Scelba, un ministro dell’Interno che per risolvere il problema degli scioperi usava la polizia; un metodo che procurava più morti e feriti che posti di lavoro.

Il mondo era diviso in parti non uguali così venne stipulato il Patto Atlantico. L’Alleanza tra gli stati aderenti (tra i quali l’Italia) si firmava a Washington e si definiva nell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico. Scritta così, in italiano, non dice niente, ma in inglese diventa una sigla notissima, anche ai nostri giorni: NATO. George Orwell pubblicava 1984 un romanzo angosciante in cui descriveva l’oppressione dei cittadini da parte di un sistema totalitario sotto il controllo assoluto del “Grande Fratello”, poi diventato molto popolare in Tv. L’editoria si scatenava in riviste popolari e illustrate e i quotidiani non più occupati dal Fascismo sembravano persino liberi; venne presentato il primo volumetto della BUR, la Biblioteca Universale Rizzoli che usciva con I Promessi Sposi e sarebbe stato l’inizio di un grandissimo successo editoriale.

Il ciclismo era uno degli sport più popolari e preferiti dagli italiani: Fausto Coppi, sbaragliando tutti, diventò un eroe nazionale vincendo il Giro d’Italia e il Tour de France. Il calcio era agli inizi dei trionfi e gli stadi erano sempre pieni. Si capì che era un mito quando a Superga, l’aereo che riportava i giocatori, gli allenatori e i tecnici del Torino, finì contro un muro, sulla fiancata del santuario della Madonna Salvatrice sui colli di Torino.

La televisione stava diventando più importante del frigorifero e aiutava a diffondere una cultura cosiddetta di massa (molto apprezzata nei decenni successivi); era in bianco e nero senza che qualcuno si lamentasse per la mancanza di colore. Pure i giornali e le riviste erano più neri che bianchi e anche poco patinati, ma piacevano così: non c’era altro da leggere.

La politica compariva in televisione ed era molto moderata sia nei modi che nei toni; anche nei tipi. La chiesa cattolica stava rivoluzionandosi e con risultati non graditi a molti fedeli. Arrivò il Sessantotto a sconquassare tutto e per i giovani – neanche maggiorenni – fu un periodo di grande festa e di cambiamenti. Il Divorzio passò a larghissima maggioranza: quasi un plebiscito che cambiava radicalmente la famiglia. Ad alcuni non piaceva, ma lo usarono ampiamente. Contrariamente all’opinione di un Papa single si incominciava a praticare il controllo delle nascite e le parole sesso e amore e piacere presero significati differenti da prima. Ci furono anche anni di violenza, sparatorie, bombe e morte: anni molto confusi e dolorosi che misero a dura prova la tenuta dello Stato…

Ciononostante, la Storia continuò; con alti e bassi. La vita è migliorata per molti e il benessere diffuso ha fatto scordare la semplicità delle cose o forse c’è un altro modo di vederle e di viverle che sfugge – tanto è lontano, per molti di noi – il tempo dell’inizio.