Turismo. Una Rivoluzione è in atto

  

 I dieci anni che sconvolsero il turismo lariano

Turismo. Una rivoluzione è in corso: silenziosa. Essendo incruenta e abbastanza redditizia è una rivoluzione strana che tutti accolgono con un certo favore. Anche coloro che, soprattutto ai primi sentori, ai primi fuochi, sembravano infastiditi. Si sa che le rivoluzioni piacciono a chi le fa, ma a quelli che devono prendere provvedimenti o a quelli che i cambiamenti potrebbero creare disagi... beh non piacciono molto.

Tuttavia era inevitabile.

Già prima dell'Anno zero di Expo (il 2015) erano giunti segnali che il turismo a Como, in Brianza, sul Lario aveva segnato uno sviluppo inarrestabile e positivo. Expo2015 avrebbe dato la conferma di continue presenze anche in quei mesi considerati dagli operatori e dagli esperti - a torto o a ragione - non produttivi. Tale era la convinzione che, molti alberghi chiudevano nella stagione invernale e anche di più.

Ma il lento camminare dei turisti sia per le strade del capoluogo che per quelle di lago e montagna lasciava intendere che la metamorfosi era in atto.

Qui la rivoluzione. Nuovi alberghi, certo, e anche di gran lusso; parecchie ristrutturazioni (inevitabili adeguamenti sia normativi che funzionali), riorganizzazione del settore con maggiore adesione ad un progetto (di comunicazione e di attenzione) comune tra imprese storiche, celebri, riconosciute e nuove adesioni. Ma c'è dell'altro...

L'altro aspetto è più nascosto e segna la trasformazione di molte abitazioni (nei centri maggiori e nei paesi) o edifici d'origine rurale in B&B, in Agriturismo, in Appartamenti per vacanza.

Come tutte le rivoluzioni, anche questa dell'accoglienza, esagera nell'offerta e rinvia a dopo (ma quando?) l'aspetto strettamente normativo, fiscale, economico. Molte di queste realtà sono il frutto di un impegno personale che garantisce una soluzione adeguata, senza esagerare nel prezzo, e seguendo le regole di buona accoglienza che ciascun impresario del settore dovrebbe avere. Altre - invece - non mantengono la promessa (che viaggia di norma sul web) e abbandonano l'ospite ai casi suoi. Coi risultati che si possono immaginare.

Gli albergatori un pochino fremono e se ne comprendono le ragioni, ma oramai - e in attesa di norme più precise - ci si può solamente affidare alla buona onestà dei conduttori e alla capacità di cogliere le esigenze di nuovi turisti che non possono rimanere soli e spaventati dentro il nulla organizzativo.

Questa è la nuova sfida, per tutto il settore, che porterà la rivoluzione ad essere veramente storica e dunque utile oppure ad  essere un fuoco inutile e dannoso. Vedremo.