Mostre. "Memorie di materia" di Colombo

 

alfredo colombo: la sua trasfigurazione della realtà con fantasia

dall'11 marzo al 1 maggio 
Villa Carlotta - Via Regina, 2 Tremezzina (Co)

"MEMORIE DI MATERIA"

Mazzi di fieno, gerle di vimini, attrezzi di legno, superfici pittoriche simili a distese arate, terracotta e terra cruda, ferro e metalli, sono le tracce di memorie che ricorrono nel percorso artistico di Alfredo Colombo, di chi non si tira indietro e sa tuffarsi con levità audace in una pluralità, oltre le tecniche e i materiali, di ragioni artistiche ed esperienze sempre diverse.

Proprio di questa pluralità di esperienze, la mostra intende dare conto consentendoci di accostarci all’opera dell’artista, guardando al suo intero percorso scandito dall’elaborazione di temi e motivi che prendono corpo con sapienza, attingendo alla realtà ma con un temperamento, libero e curioso. Colombo non si limita a intervenire sulla realtà ma la trasfigura attraverso l’esercizio di una fantasia che alla realtà ritorna, illuminandola di ragioni e significati ai nostri occhi un attimo prima impercettibili.

Tracciare le linee del suo percorso artistico significa ritornare alla storia e a un passato prossimo quello del Novecento i cui segni sono ancora presenti nella nostra memoria: una vita contadina condivisa con una la famiglia numerosa, il ricordo della figura paterna con una gerla piena di erba sulle spalle, l’incessante brucare del baco da seta sul letto di foglia. E poi la fabbrica a forgiare metalli e la fornace in cui modellare e plasmare forme, ma quello che distingue questo fare è dato dall’accostarsi con esemplare passione e con sapiente competenza al mestiere dell’arte.

Così la passione e il desiderio di conoscenza spingono l’artista a frequentare le scuole serali a Cisano Bergamasco, dove Colombo nasce nel 1940, ed è il suo valido insegnante Giorgio Rota a suggerirgli di seguire i corsi dell’Accademia Carrara di Bergamo diretta all’epoca da Trento Longaretti, insigne pittore che ricoprì l’incarico dal 1953 al 1978 formando una schiera nutrita di giovani artisti.

Alfredo Colombo guarda con interesse alle prove del maestro e nel contempo segue i corsi di disegno tenuti da Mino Marra, nei primi anni settanta, applicandosi nello studio del nudo e della pittura. Partecipa in questo periodo a numerose mostre collettive con opere che risentono della grande tradizione del naturalismo lombardo, mediate dalla cultura figurativa dei suoi maestri e dalla dirompente forza espressiva dei paesaggi materici di Ennio Morlotti, e oltre fino alle prove di Alberto Burri. Un riferimento quest’ultimo che non deve essere esclusivo per guardare alla produzione di Alfredo Colombo ma che ha esercitato inizialmente su di lui, come sugli artisti della sua generazione, una forte attrazione.

Seguendo invece la sua strada maestra l'artista elabora un linguaggio espressivo sorretto da una continua tensione formale e da uno stretto dialogo con la realtà. Con questa consapevolezza e una capacità tecnica mutuata dall’esperienza Alfredo Colombo sperimenta diverse forme d’arte, dalla pittura alla scultura al disegno, accompagnate da una intensa attività espositiva che fin dall’esordio è segnata da numerosi riconoscimenti.

Sono diverse le sue incursioni in terra lariana e ai suoi primi esordi si aggiudica nel 1973/1974 il primo premio Varenna, mentre in seguito partecipa a diverse mostre collettive allestite a Lecco. Rimane comunque strettamente legato alla sua amata terra natia e a partire dagli anni novanta del Novecento divengono sempre più importati i suoi appuntamenti espositivi, scanditi dalla partecipazione a mostre collettive e personali che segnano il passaggio dall’iniziale attività pittorica ad articolate composizioni in legno, terracotta e metallo, fino ai lavori su carta. Il tempo dell’arte diventa così il tempo del lavoro e del continuo trasformarsi della realtà in forme e contenuti che l’artista ci trasmette con grande forza espressiva in maniera mai scontata anche in Villa Carlotta.