Concerti. "Il cavaliere inesistente"

le musiche cariche di ironia dell'orchestra sinfonica del lario

Sabato 18 marzo - ore 21.00
Teatro San Teodoro di Cantù

"IL CAVALIERE INESISTENTE"
Orchestra Sinfonica del Lario

direttore Pierangelo Gelmini

Aleksandr Porfir'evič Borodin (1833-1887)
Nelle steppe dell'Asia centrale
Georg Philipp Telemann (1681-1767)
Don Quixotte
Ouverture – Il risveglio di Don Quixotte – I mulini a vento – I sospiri amorosi per Dulcinea – Sancho deriso – Il galoppo di Ronzinante e quello dell'asino di Sancho – Il sonno di Don Quixotte
Sergej Prokof 'ev (1891- 1953)
Il Luogotenente Kije - suite op. 60
Nascita di Kije – Idillio, Romanza – Le nozze di Kije – Troika – La sepoltura di Kije
Sergej Prokof 'ev
Ouverture su temi ebraici op.34

5.3.53. Una singolare coincidenza, una data che sembra una combinazione segreta, segna il termine della vita di due personalità della storia sovietica. 

Il 5 marzo del 1953 si spengono a Mosca Prokof'ev e Stalin. La stampa sovietica e internazionale si occupò esclusivamente della morte del secondo e del cambiamento delle prospettive politiche interne e internazionali. Quasi sotto silenzio passò la morte di Prokof'ev, uno degli artisti più rilevanti del ventesimo secolo: la sua fu quasi una morte inesistente, mai avvenuta. Il rapporto politico e personale fra i due fu estremamente complesso e sofferto come fu sofferto e difficoltoso il rapporto fra la musica colta e il potere sovietico soprattutto a partire dagli anni '30.

Conseguenze devastanti ebbero le opinioni e le critiche espresse dal dittatore nei confronti delle avanguardie musicali accusate di "formalismo" e di "intellettualismo". Dall'altra parte furono fortissimi gli sforzi di compositori come Prokof'ev e Šostakovič per elaborare un linguaggio che desse voce alle istanze di modernità e allo stesso tempo al bisogno di comprensione e di conoscenza musicale del popolo sovietico. Ne scaturì un linguaggio nuovo e particolare ricco di riferimenti alla tradizione, al patrimonio contadino, tendente alla monumentalità, al dispiegamento di forze, a una visione epica della musica. In questa direzione fu molto sentita l'attrazione per la nuova arte del cinema.

Il Luogotenente Kije è un personaggio inesistente, un eroe nato e divenuto tale a causa di un errore di trascrizione e di lettura che induce lo Zar a credere nell'esistenza del valoroso cavaliere e i sudditi ad assecondare lo Zar nella sua convinzione fino a trasformarlo in un eroe. Il progetto cinematografico fu più volte preso di mira dalla censura sovietica e il film non fu mai realizzato. Ci rimangono le musiche, cariche di ironia, che danno un volto, una vita e un destino al valoroso soldato russo. Accanto all'eroe inesistente cavalca, indomito, l'eterno Cavaliere dalla triste figura.

 Informazioni: www.accademialario.it - www.teatrosanteodoro.it