Ossuccio. Il Santuario del Soccorso 1

 

Il Santuario del Soccorso - La decorazione dell’interno: 1, uno sguardo d’insieme

L’aula unica del Santuario della Beata Vergine del Soccorso è suddivisa in quattro campate, cui corrispondono altrettante volte decorate con un apparato di stucchi e dipinti murali. In linea con i modelli più diffusi, lo schema distributivo prevede un riquadro centrale di dimensioni maggiori destinato al tema iconografico principale, mentre ai lati una serie di medaglioni minori presentano raffigurazioni di corredo. Nel nostro caso, partendo dall’ingresso, nella prima campata troviamo al centro l’Incoronazione della Vergine, affiancata da angeli che reggono cartigli con iscrizioni allusive a Maria; l’Assunzione della Vergine nella seconda, incorniciata da due vele con angeli musicanti; una serie di angeli reggicartiglio, sia al centro che ai lati della terza campata; infine, nella quarta un Concerto di angeli, impegnati ad accompagnare il canto con organo, arpa e viola da gamba, mentre ai lati due angioletti portano scritte inneggianti alla Vergine.

 La decorazione della prima campata: al centro l’Incoronazione della Vergine.

 

La decorazione della secona campata: al centro l’Assunzione della Vergine.

 

 La decorazione della terza campata: al centro Angeli con cartigli.

 

 La decorazione della quarta campata: al centro un Concerto d’angeli.

 Il ciclo si completa con gli affreschi della parte superiore della controfacciata (Natività di Maria con i profeti Davide e Geremia) e con quelli sui pilastri dell’arco trionfale, dedicati a due episodi cardine della vita della Madonna: Annunciazione e Visitazione.

 

 La decorazione della controfacciata.

 

 La decorazione dell’arco trionfale.

 La scarsa documentazione conservata nell’archivio del Santuario non offre elementi che aiutino a gettar luce sull’esecuzione di questa vasta campagna decorativa, per la quale possiamo affidarci solo ai riscontri, purtroppo non puntuali come vorremmo, offerti dalle visite pastorali. La prima per noi utile in cui si fa menzione di decorazioni è quella del vescovo Lazzaro Carafino del giugno 1627, quando la chiesa e la volta, divisa nelle attuali quattro campate, si presentano intonacate e «pictura rilucens», mentre il pavimento in pietra, per il quale sono già pronti i materiali, non è ancora posato, come emerge anche dai relativi decreti, in cui si afferma «che la pietà degli huomini di questo luogo ha ornato così bene questa chiesa»1. A distanza di pochi anni, nel 1635, il visitatore diocesano certifica la posa del pavimento a riquadri bianchi e neri e dichiara altresì che l’aula è ornata in modo decoroso con intonaco e stucchi, senza menzionare pitture ma ricordando come già in occasione della visita precedente l’edificio si presentasse condotto «ad perfectum […] statum». Si tratta di indicazioni da interpretare con molta cautela, tenendo conto che nei decreti di questa visita si fa cenno alla disponibilità di redditi per «far altri ornamenti intorno all’istessa chiesa», segno che l’apparato decorativo era passibile di ulteriori integrazioni3. Si deve poi attendere fino al 1670 per avere la prima, laconicissima, descrizione della chiesa, che risulta decorata con stucchi e dipinti murali non specificati.

Dalla lettura di questi documenti emerge chiara la difficoltà di ricavare informazioni univoche, utili a tracciare una griglia cronologica affidabile in cui collocare l’esecuzione della decorazione a fresco e stucco dell’aula del Santuario. Astenendosi da forzature arbitrarie sembra di poter desumere che tra terzo e quarto decennio del Seicento la chiesa fu interessata da interventi cospicui riguardanti l’ornamentazione interna, con alcune parti verosimilmente già presenti nel 1627 e con ulteriori accrescimenti entro il 1635. Allo stesso tempo appare significativo che dai decreti delle visite pastorali seguenti (1644 e 1659) non emergano tracce riferibili a un ulteriore rinnovamento dell’aula, a testimonianza del fatto che a queste date ormai l’interesse principale si era spostato sulla costruzione e sull’allestimento delle cappelle del Sacro Monte.

Il brano è tratto dal volume:
Il Santuario della Madonna del Soccorso di Ossuccio
Quaderni. Fondation Carlo Leone et Mariena Montandon
Edizione NodoLibri 2017

 

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.