Oliviero Toscani. Una mostra da "Immaginare"

 

 Una mostra fluida per Oliviero Toscani a Chiasso

Poteva, una mostra di Olivieri Toscani, uno dei grandi creatori dell’immaginario contemporaneo, essere una mostra come le altre? Ovviamente no. Il grande comunicatore, il grande provocatore (come è stato spesso definito, forzando anche il suo atteggiamento), il grande fotografo non poteva stare appeso incorniciato alle pareti come in una mostra antologica qualsiasi…

E, quindi, la mostra del m.a.x. museo di Chiasso è una mostra diversa che deve essere vista di persona, perché da Immaginare, perché molto difficile da raccontare. È, nel suo cuore comunicativo, una mostra fluida, in cui le immagini sono, per la maggior parte, proiettate sulle pareti e riproposte a ciclo continuo in sequenze sempre diverse. Migliaia di immagini (oltre 20.000, giura chi ci ha lavorato…): un patrimonio visivo immane e in cui ci si deve immergere, letteralmente, per provare a comprendere il flusso di comunicazione che da esso promana.

Le immagini (difficile chiamarle semplicemente “fotografie”, anche se alcune sono in tutto e per tutto delle fotografie straordinarie) di Oliviero Toscani hanno vissuto in pubblico: appese sui muri, come le grandi campagne pubblicitarie, dei decenni passati, impaginate sulle riviste (di moda o di comunicazione in senso lato, come il progetto “Colors” nato proprio per iniziativa di Toscani), esposte nelle mostre (non personali, ma di comunicazione sociale, come quella per le Nazioni Unite,Razza umana, che non a caso fa da introduzione alla mostra del m.a.x.). Quindi pubblicamente, collettivamente, vanno riviste e rimeditate, per coglierne il contributo alla costruzione di un immaginario (e, per alcuni versi, anche di una coscienza) collettiva.

Nelle proiezioni sono quindi rimescolate le grandi immagini che tutti ricordiamo esposte in giganteschi manifesti urbani, i ritratti, i servizi di moda, le pubblicità, le pubblicazioni, e anche le interviste e gli interventi, i reportages e i servizi documentaristici. Non è facile orientarsi, ma non è questo lo scopo della mostra: Oliviero Toscani non voleva (per questa sua prima mostra “personale”) né un apparato filologico, né tanto meno un approccio celebrativo, e l’esposizione di Chiasso – ci sembra – ha raggiunto l’obiettivo, per altro offrendo (trasversalmente) un autentico contributo critico alla comprensione di una fase fondamentale della comunicazione visiva contemporanea.

Accanto alla “regola” del tre “camere oscure” principali, in realtà luminosissime, di idee e di colori, ci sono poi le “eccezioni”, ovvero i materiali presentati secondo il modello tradizionale, appesi alle pareti e incorniciati. Oltre gli stamponi delle campagne United Colors Benetton e agli esemplari della rivista “Colors”, sono esposte – per la prima volta – le fotografie realizzate da Oliviero Toscani quando negli anni Sessanta frequentava i corsi della Kunstgewerbeschule di Zurigo, dove si è formato. Un “Toscani prima di Toscani” si potrebbe dire, ma in realtà, nelle varie sperimentazioni di un studente molto dotato che cerca la sua strada, non è poi così difficile (conoscendo il resto della storia) trovare i sintomi del Toscani che tutti conosciamo. Tra le altre, meritano una sottolineatura particolare le foto di intonazione “sociale” realizzate in Sicilia. Ma ci si può stupire anche davanti alle foto dei menhir in Bretagna…

Inutile dire che anche nella prima sala, con le stampe fotografiche in bianco e nero appese alle pareti, è collocata una piccola “camera oscura”, con le sue proiezioni, a costruire una sorta di dissolvenza incrociata con il percorso espositivo principale.

Nella sua fluidità (impossibile affermare di aver visto “tutto”), la mostra segna un punto fermo nella rilettura che il m.a.x. museo sta progressivamente costruendo della cultura visiva moderna e contemporanea.

Per chi volesse qualche indicazioni spazio-temporale su alcune delle fondamentali immagini di questa mostra, può consultare il catalogo bilingue a cura di Susanna Crisanti e Nicoletta Ossanna Cavadini. Per chi volesse, poi, sentire dalla viva voce di Oliviero Toscani il suo modo di Immaginare, martedì 17 ottobre alle ore 20.30 ci sarà al Cinema Teatro di Chiasso un incontro pubblico con lui.

Coordinate mostra:

Oliviero Toscani
Immaginare
a cura di Susanna Crisanti, Nicoletta Ossanna Cavadini

10 ottobre 2017 – 21 gennaio 2018
m.a.x. museo, via Dante Alighieri 6, Chiasso

Orari: martedì-domenica 10-12 14-18, lunedì chiuso
Ingresso: CHF/euro 10, ridotto CHF/euro 7; ingrsso gratuito ogni prima domenica del mese
Info: 004191 6950888 / http://www.centroculturalechiasso.ch

 

 

 

 

Una ricognizione nelle vite della gente comune del Regno Lombardo-Veneto tra 1818 e 1862, basata sui verbali dei processi inquisitori, custoditi presso l’Archivio di Stato di Como. Storie tanto lontane nel tempo, ma che appaiono ancor oggi molto vicine.

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.