RistorExpo. Rifondazione e Rivoluzione

 

 RistorExpo 2018. Nuove tendenze: Dalla Rivoluzione, la Rifondazione

Per operatori, curiosi, appassionati e amanti della buona cucina l’enogastronomia a RistorExpo 2018 brilla di una luce nuova. Intanto l’insieme: dopo 21 anni (ventunanni! una generazione) la rassegna di LarioFiere a Erba (fino al 7 marzo) continua a rinnovarsi anche nell’insieme visivo ordinato, pulito, allegro, dell’allestimento. Tre, come sempre, le partizioni dei padiglioni: macchine e attrezzature per il settore, prodotti dell’enogastronomia, assaggi e concorsi per le scuole, più o meno.

RistorExpo 2018 esplode all’insegna (o slogan?) della “Rifondazione” [vedi Mojoli e Ciceri] sempre necessaria in ogni settore del gusto e della creatività, ma anche strada difficile se presa davvero con saggezza. L’enogastronomia (italiana, in particolare) è al massimo della sua posizione sul mercato: enorme visibilità dei prodotti nazionali e grande fascino degli chef.

L’invenzione (piatti, elaborazioni, ricette… è continua, giornaliera), i media pompano i soggetti e le loro proposte; le televisioni trasmettono a tutte le ore (si suppone anche di notte) per il piacere degli occhi di milioni di telespettatori nel mondo. Cucinare, infatti, è una “lingua” internazionale che tutti comprendono, ma che non tutti – ovviamente – sanno “parlare”. Ci vuole cultura, c’è bisogno d’esperienza.

RistorExpo entra nel merito proprio di questa sfera delicata rifondando ciò che si sta rivoluzionando, ma non prendendo le distanze dal passato, da quella tradizione locale, regionale tutta italiana che ha dato solide basi alla varietà della cucina italiana. Cucina in gran parte “povera” eppure capace – da sempre – di confrontarsi con quella delle case nobili, dei papi e dei re: sincerità con raffinatezza.

È quel che sta un po’ succedendo di questi tempi dove, al confronto con la cucina dei grandi chef (che inseguono stelle e che elaborano una nuova cultura del mangiare: più sana, più saggia, più bella, ma anche “impossibile”) vi sono le necessità quotidiane della cosiddetta massa popolare. Il confronto si respira a RistorExpo ascoltando e vedendo gli chef all’opera e passeggiando tra gli stand (200!) degli espositori.

Da una parte “macchine” ovvero attrezzature sempre più capaci di aiutare nel lavoro di preparazione dei cibi (per cucine grandi e piccole) e, dall’altra, la ricerca del prodotto di qualità (standard alti, materia prima tracciata, lavorazione accurata).

La “rifondazione” dunque deve fare i conti con questa rivoluzione del metodo che è già in atto e con risultati eccellenti nella preparazione dei cibi proponendo ricette genuine, preparate secondo protocolli controllabili e senza conservanti. Il “menu” a disposizione della ristorazione si apre a esperienze incredibili e a sperimentazioni del gusto inimmaginabili. Tutto perfetto.

Ma cosa mancherà ora che il consumatore può scegliere piatti di tradizioni lontane (sia nel tempo che nello spazio)? Il gusto si riporta ovunque – così pare – ma bisognerà recuperare le atmosfere dei luoghi d’origine dei piatti, i rumori di trattorie e ristoranti, le atmosfere dei bar e delle spiagge o dei monti. Un piatto di gamberi in baita è possibile, come i pizzoccheri in spiaggia, ma ha senso? La “rifondazione” dell’enogastronomia forse passa anche attraverso la strada della rinuncia e dell’equilibrio. Altrimenti cade tutto: e sarebbe un disastro.

Nota: la forchetta che appare in testa all’articolo è una ripresa dalle celebri “Forchette parlanti” che Bruno Munari immaginò (cioè disegnò) e poi realizzò davvero sulla fine degli anni Cinquanta.

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.