Arte pubblica. Sesta edizione di StreetScape

 

 Como: StreetScape alla sesta edizione. Si potrebbe osare di più?

Dieci postazioni in città murata
Dal 14 ottobre al 19 novembre
Info: www.artcompanyitalia.com

Oramai si capisce e (magari) si apprezza l’arte contemporanea solo in immagine: è fotogenica, ma non emozionante. È apparenza, non sostanza. È un selfie, non un ritratto della realtà (o dell’immaginazione). La “strada” è un palcoscenico difficile e una galleria d’arte poco adatta alle cose semplici, povere, contenute. Ci vuole esagerazione, forza, esplosione, potenza!

L’arte tradizionale, antica, classica, monumentale… lo insegna da secoli: per cogliere l’attenzione del passante (distratto, sempre) bisogna esagerare. Un “monumento” di misure naturali, normali non serve a comunicare né il personaggio e men che meno l’evento. Si dirà: l’arte contemporanea è differente! Infatti, ma non ha trovato (non sempre ha trovato) la proporzione giusta tra l’idea originante e la sua realizzazione. Per quanto riguarda la collocazione…

Queste considerazioni sorgono al vedere StreetScape – Street art & urban art a Como, per strade e piazze dal 14 ottobre al 19 novembre [info su www.artompanyitalia.com ].

Sesta edizione di una proposta anche coraggiosa e molto coinvolgente artisti e appassionati, molto meno i destinatari: passeggianti, villeggianti, turisti, comensi, gruppi, guide e ragazzini. Tutti sorpresi, ma poco partecipi.

Le ragioni sono semplici: lo sforzo organizzativo e meritorio dei curatori Chiara Canali e Ivan Quaroni (nonché di Comune di Como e vari sponsor) mostra la debolezza dell’arte intima, di piccolo formato, di incerta struttura, di materiale leggero… poco adatta alla strada e alla piazza. Inoltre, il “giro cittadino” resta un tentativo di usare spazi usati per altre cose (Broletto, Museo, Pinacoteca, Biblioteca, piazza Martinelli…) senza tuttavia poterne cogliere lo stimolo storico, volumetrico, spaziale, visivo.

Più forza, ci vorrebbe, e certamente anche più denaro. Ciò consentirebbe di porre l’artista di fronte alla realtà vera: quella dell’opera costruita davvero e non solo immaginata e realizzata con poche cose. Senza entrare nel merito delle dieci postazioni (ciascuno può facilmente vederle in proprio) lo sforzo della città (e dei mecenati) dovrebbe porsi in direzione di progetti visivi di “solida” immagine e di vera efficacia.

Quel che il visitatore occasionale oggi dice (che roba è?) dovrebbe farlo esplodere – invece - in un urlo di piacere estetico riportandolo – finalmente – nella contemporaneità e nell’utilità dell’arte. Non più compitino sufficiente, ma tesi estetica ed emozionante per arrivare con pensiero forte alla prossima, settima, edizione!

 

In un paese di poco più di un migliaio di persone il campo sportivo parrocchiale è il vero centro delle attività ricreative: attorno a questo rettangolo diverse generazioni hanno vissuto la propria infanzia e la loro adolescenza. Il Palio delle Frazioni racchiude in sé un pezzo della storia di Nesso e di ogni nessese.

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.