(S)Design. Lunghe code turistiche

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Navigare sul Lario a colpi di coda

Non sembra, ma è un’operazione difficile acquistare un biglietto per navigare sul Lario. Non un viaggio intorno alla luna, ma sul lago di Como: il più bello del mondo!

Altrove, si sa, la coda è normale: ho fatto due ore di coda al Louvre sotto la piramide (che, com’è noto, non garantisce ombra). L’ho fatta a Expo, ricordano i reduci della grande esposizione universale. Inoltre, non entri in san Pietro se non fai una bella coda: sai, la sicurezza

Nel panorama turistico mondiale la coda è un must ovvero “ci sta”, come direbbe un ministro in carica. Ma farla per un bigliettino di battello che poi si rivelerà assolutamente non stracolmo? Allora: Perché la coda? Un battelliere espertosussurra: Tutti vanno a Bellagio. Del resto, se piove non c’è (la coda) perché nessuno viaggia sull’acqua e se c’è sole, ben venga. L’abbronzatura è certa.

Prenotazioni? Impossibili. Acquisti anticipati? Non contemplati (non essendo immaginabile garantire il posto a tutti). Obiezione: treni, bus, tram, corriere e carrozze vendono pacchetti ovvero biglietti da utilizzare nel tempo… sui battelli no. Non è consentito o meglio, nessuno pare averci pensato e nel frattempo, in piazza Cavour (il salotto buono) la coda s’allunga per la felicità dei venditori (attrezzatissimi) di cappelli made in China.