Ritratti di Città: primo bilancio

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L’Assessore Cavadini fa il bilancio della mostra “Ritratti di città”

Ritratti di città, curata da Flaminio Gualdoni, pensata e voluta da Luigi Cavadini Assessore alla Cultura del Comune di Como.

La mostra è in chiusura: si più tentare un bilancio?
I visitatori l’hanno considerata una proposta positiva. Non ho avuto riscontri di criticità. È una mostra soddisfacente per tutti. Ha contribuito a questo risultato – sicuramente – anche il servizio di audioguida: molto puntuale. Ha consentito un approccio più facile e più diretto. Molto utili e funzionali sono state le visite guidate come sempre; ma anche le visite teatralizzate e i laboratori per i bambini. La valutazione complessiva è assolutamente positiva.

Anche se il tema della città può sembrare meno affascinante o meno fascinoso per l’abituale visitatore di mostre che non sempre è un esperto; che spesso è semplicemente un appassionato di arte in genere e di pittura in particolare? 
È una mostra di pittura che presenta autori italiani fra i più importanti in un percorso che ha toccato più di cento anni di storia della pittura italiana – la prima opera esposta è del 1908, un’opera di Boccioni e l’ultima è del 2014, un’opera di Daniele Galliano -. Si tratta di un percorso che segue cento anni di storia dell’arte, toccando la pittura in modo particolare, ma anche la scultura e la fotografia.

Secondo l’esperienza acquisita cosa attrae maggiormente il visitatore: una mostra a tema o la sicurezza di un artista celebre?
Attira sicuramente di più la sicurezza di un nome conosciuto perché solitamente è usato facilmente dai media – senza entrare magari nei contenuti -. La mostra a tema richiede sempre una riflessione maggiore e quindi la nostra pigrizia ci porta a preferire qualcosa che già conosciamo rispetto a qualcosa di nuovo che può dare spunti nuovi.

Perché? Sempre una mostra deve dire qualcosa?
Una mostra che non dice qualcosa è semplicemente uno specchietto per le allodole, nient’altro; una mostra dovrebbe lasciare al visitatore un segno, un’informazione di più rispetto a quando è entrato.

Ventimila è il numero finale dei visitatori?
Sì, abbiamo già superato i ventimila.

E siete soddisfatti?
Diciamo che è un trend. La mostra a tema – siamo alla seconda puntata – può crescere perché la gente si avvicina a questo tipo di proposte lentamente e soltanto con l’esperienza. Ci vuole continuità.

Anche la scelta dei mesi di esposizione – da giugno a novembre – è positiva?
È stato importante aver verificato che luglio e agosto sono mesi in cui è alta la richiesta di occasioni culturali anche da parte del turismo straniero; in quei mesi i turisti stranieri sono stati il quaranta per cento dei visitatori. È una forte indicazione di cui tener conto. In agosto non c’è mai stata una mostra importante aperta e quest’esperienza mi ha convinto che bisogna continuare su questa strada.

Che cosa non rifareste?
Che cosa invece rifarei: abbiamo trovato una nuova modalità di gestione con un primo bando – che è andato deserto – ma che poi abbiamo trovato una società disponibile alla gestione. È sicuramente una modalità nuova.

Che comporta anche il rischio d’impresa.
Chi accetta di gestire si mette in gioco direttamente e questo è assolutamente importante. L’Ente pubblico non è più in grado di gestire interamente una mostra di questo genere, di tale importanza se non con sforzi economici e organizzativi immani; poi – soprattutto – non c’è la possibilità operativa di gestione con le regole imposte dal “patto di stabilità”.

Che cosa immaginate per l’anno prossimo in funzione di Expo e con l’esperienza di quest’anno?
Per il 2015 ci sarà la terza puntata della serie “mostre sulla città”; sarà la puntata conclusiva che guarderà “dentro” ovvero che cosa succede dentro la città.

Cambieranno le date dell’esposizione?
Avrà i tempi più o meno di quella di quest’anno con la copertura dell’estate; abbiamo considerato che è l’estate di Expo. La presenza di una mostra importante è indispensabile: la copertura sarà da luglio a novembre. 

E nei mesi precedenti?
Stiamo verificando. Non so se riusciremo ad inserire la mostra che avevamo pensato. A fine giugno ci sarà Parolario che ha accettato di spostare le date per avere la disponibilità di Villa Olmo.