RistorExpo. Mojoli lancia la sfida

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 Giacomo Mojoli racconta RistorExpo 2018

RistorExpo 2018 è… Rifondazione enogastronomica. Dalla “padella alla politica?” non proprio o non esattamente. Tuttavia, in un momento storico di grande attenzione verso l’enogastronomia (italiana soprattutto, ma non solo) LarioFiere di Erba, con il presidente inventore e curatore di RistorExpo Giovanni Ciceri, con Silvio Oldani, direttore della manifestazione e con tutta la schiera di esperti teorici, pratici, chef, vinaioli, ristoratori e aziende del settore (quest’anno sono 200) studiano e anticipano le tendenze e valutano il mercato.

Giacomo Mojoli, giornalista, esperto e di RistorExpo collaboratore da sempre spiega: “Non stiamo realizzando una tipica manifestazione enogastronomica, ma entrando in una situazione che – nei prossimi anni – vedrà coinvolto ogni territorio e di conseguenza anche la Lombardia.”

Continua Mojoli: “Dal 2017 ad oggi sono stati più di 116 milioni gli arrivi di turisti nel nostro paese. Sei milioni in più rispetto al 2015, anno di Expo a Milano. In due anni, per dare un dato concreto, i turisti cinesi sono passati da 100 milioni a 160 milioni nel nostro paese.  Che cosa significa? Che con la cultura e con l’enogastronomia non è vero che non si mangia, si mangia eccome!”

Il comparto della ristorazione e della produzione alimentare “Sta diventando un pezzo importante della nostra economia – dice Mojoliperciò RistorExpo provocatoriamente pone il tema della rifondazione e di un ragionamento attorno all’enogastronomia”. Il problema è ancora più grande: “Non dobbiamo più parlare di enogastronomia come se fosse un comparto a parte perché è il risultato trasversale di un fenomeno economico, sociale e culturale e – perché no?– anche politico.”

Il 2018 è l’anno del cibo italiano nel mondo: “Potrebbe essere uno dei tanti avvenimenti, ma per la prima volta non è solo un ministero (quello delle politiche agricole) a riconoscerlo, vi è anche il ministero della cultura. Il cibo, l’alimentazione el’enogastronomia sono un pezzo determinante per la promozione del sistema Italia.”

Riflettere sull’alimentazione e sulla gastronomia non è più un meeting, importante e positivo, di operatori del settore: “Riflettere sulla gastronomia di un territorio significa ragionaresul futuro, sulla capacità ricettiva, sul turismo.”

Mojoli sottolinea la differenza necessaria tra un turismo qualsiasi e un’esperienza completa: “Tutti siamo chiamati ad accrescere la competenza, la preparazione e la visione del territorio”. Mojoliprovocatoriamente afferma: “Nel futuro, il problema non sarà di avere più cuochi, più operatori gastronomici o più operatori turistici, ma di avere figure professionali capaci di generare cultura del progetto.”

Cosa significa in un settore che ha imparato a governare ea cucinare: “Che deve imparare a comunicare meglio, a gestire economicamente un sistema, a interagire con altre esperienze e discipline. Le sfide saranno per le scuole di formazione, per le strutture importanti come le Camere di Commercio. La promozione turistica e la capacità ricettiva dentro un territorio si rivoluzioneranno.”

Giacomo Mojoli riprende un concetto espresso dal presidente Giovanni Ciceri: RistorExpo ha intercettato, in questi anni, una serie di tematiche che sono poi diventate le tendenze dentro questo settore. Adesso il problema non è più intercettare, ma è governare e progettare il futuro. RistorExpo è un po’ un incubatore di queste idee. Agire con l’operatore finale, pensare, progettare assieme.”

Continua Mojoli: “La sfida di RistorExpo è di incrociare le competenze; noi dovremmo, nel futuro, saper confrontare le conoscenze e le relazioni.RistorExpo è questo: dentro il suo operato ha gastronomia, economia, giornalismo, istituzioni e nello stesso tempo si confronta con il settore del consumo finale”, e conclude: “Sono orgoglioso di partecipare da anni al progetto di RistorExpo; di riuscire a pensare localmente, ma allo stesso tempo di progettare globalmente.”