Turismo. Lario: Grande afflusso dal mondo

 

Turismo sul Lario: dati positivi per il 2016; ottime prospettive per il 2017

Andrea Camesasca è ristoratore, albergatore, vicepresidente dell’Associazione albergatori e Delegato della Giunta Camerale per il settore turistico con incarico specifico nella promozione del “Lago di Como”. È anche molto attivo nell’elaborazione di progetti condivisi che portino (e mantengano) Lario e Brianza all’attenzione dei turisti. Di tutto il mondo. Dopo il BIT (Borsa Internazionale del Turismo), che si è tenuto a Milano, si può tracciare qualche considerazione sui risultati ottenuti e sui percorsi che il settore sta sviluppando per migliorare l’offerta turistica.

Camesasca, come siete riusciti a ritornare protagonisti negli spazi della BIT?
Il lago di Como alla BIT non poteva rivestire un ruolo secondario; doveva essere presente come grande interprete. Noi abbiamo accettato questa sfida con la consapevolezza di promuovere ciò che è meno noto del lago di Como.

Ancora c’è qualche parte sconosciuta del territorio lariano?
Non dell’arte, delle bellezze o dell’offerta, ma abbiamo sostenuto e lanciato un segmento specifico: il turismo Green.

È una novità?
Il nostro lago è conosciuto per le ville e il glamour; questo aspetto è stato sicuramente consolidato, ma la nostra intenzione è di stimolare una nuova attrattiva verso il territorio comasco, spesso non lo valorizziamo come dovrebbe con un turismo “sostenibile”.

Il concetto e la pratica della villeggiatura sono cambiati in questi anni?
Condivido. È cambiato l’approccio, ma è cambiata anche la definizione di turista: io lo definisco “cittadino temporaneo” al quale personalmente consiglio di non essere così frettoloso quando arriva sul lago di Como. Come suggerisco di lasciare da parte la villa di Clooney, per osservare più da vicino quali sono stati gli stimoli che hanno portato al genio di Volta, di Terragni, di Stendhal e Gadda, oltre a quei territori che hanno ispirato i grandi dell’aristocrazia romana e gli intellettuali o scienziati geniali che Como ha ospitato.

La villa come punto focale, che un tempo era goduta per mesi, è stata sostituita da soggiorni brevi e oggi – alla stanzialità - si preferiscono lunghe camminate con un approccio completamente diverso al paesaggio.
La soluzione migliore è venire a osservare e capire questo paesaggio con calma e attenzione: è un territorio aperto a tutti che può offrire veramente molto per varietà e bellezza.

È cambiata la mentalità degli operatori del settore così come dei cittadini ospitanti: pensiamo alle case vacanza o ai B&B…
Sì. È in corso una trasformazione epocale; viviamo il passaggio da un’epoca con ospitalità raffinata, esclusiva, per pochi all’epoca della produttività e dell’efficienza anche nel settore dei servizi di accoglienza: tutti compresi alberghi e ristorazione. Una nuova era – quella che oggi viviamo – che possiamo definire “epoca dei servizi” in cui il turismo sta diventando molto molto accogliente.

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.