Mostre. Somaini e Caccia Dominioni

 

 somaini e caccia dominioni: un esempio di fusione delle arti

Mercoledì 4 ottobre - ore 19.00
Teatro dei Filodrammatici - Via Filodrammatici, 1 Milano

Inaugurazione della mostra

GOCCE IN MOVIMENTO
Francesco Somaini e Luigi Caccia Dominioni al Teatro Filodrammatici
a cura di Paolo Campiglio
in collaborazione con Paolo Giubileo e Archivio Francesco Somaini di Milano

5 ottobre - 23 dicembre 2017

La mostra ripercorre un frammento di storia del teatro dei Filodrammatici: al momento della rinascita e della riapertura nel 1969, dopo le distruzioni dovute ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, si verifica un episodio di collaborazione tra l’architetto Luigi Caccia Dominioniautore dello straordinario progetto di ristrutturazione e lo scultore Francesco Somaini, che esegue per l’amico i disegni per i mosaici pavimentali del nuovo spazio

L’architetto ha un dialogo privilegiato con Somaini e dalla metà degli anni Cinquanta i due maestri iniziano una collaborazione che si concretizza nei disegni per mosaici pavimentali e nella scultura. Un esempio più volte citato nelle loro conversazioni era il pavimento musivo della cattedrale di Otranto, un capolavoro medievale di interpretazione dello spazio architettonico non vincolata da specchiature geometriche ma liberamente ispirata da elementi vegetali.

Interessava a entrambi, poiché parte intrinseca di una poetica legata ai materiali e alle tecniche, la ricerca su una tradizione alto artigianale che stava per essere dimenticata come quella del mosaico lapideo in seminato alla veneziana o a tessere di marmo di 2 cm per 1, soppiantata da tecniche più economiche di pavimentazione.

Caccia attribuiva una singolare importanza alla planimetria e all’idea di percorso, soprattutto negli spazi comuni delle sue architetture. Sovente nei suoi progetti d’interno le piante subiscono, come ha sottolineato Fulvio Irace, una particolare metamorfosi, per cui gli spazi si trasformano in percorsi sinuosi che ricordano elementi vegetali: in tale contesto l’intervento dell’artista, che sottolinea l’elementarità organica e accentua la natura dinamica dello spazio, ben si accorda alle planimetrie dell’architetto, interpretandole secondo la sua personale sensibilità scultorea.

Luisa Somaini ricorda la singolare tecnica dell’inchiostro di china dilavato messa a punto dal maestro: “lo scultore era interessato a studiare nel disegno la metamorfosi di elementi naturalistici e organici, abbandonava il graffito su tavola e il colore, per affidare i suoi pensieri esclusivamente all’inchiostro di china, dapprima ricorrendo all’uso della penna e del bambù, poi del pennello, mettendo a punto una tecnica (...) consistente nel riprendere con l’acqua le stesure di inchiostro sulla carta, in modo da ottenere con una parziale erosione della macchia margini di casualità e risultati
di estrema raffinatezza”.

Il cantiere di sistemazione interna del Filodrammatici ad opera di Caccia Dominioni e dell’Ing. Filippo Dubini si protrae per quasi sette anni, dal 1963 al 1969. Al termine dei lavori, tra il 1968 e il ‘69 l’architetto riserva all’amico l’ideazione dei mosaici pavimentali lapidei nell’atrio di ingresso del teatro al pianterreno, al primo e
secondo piano sotterranei, negli spazi comuni.

Architetto e scultore convergono in una decorazione che superi l’idea di mosaico inquadrato in una griglia rigida: i disegni di Somaini per i pavimenti propongono elementi astratti, organici, che imprimono un movimento, suggeriscono delle direzioni in relazione allo spazio, sollecitano una instabilità dinamica.

Informazioni: tel. +39 0236595675 / sito. www.teatrofilodrammatici.eu

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