TSC. Sogno di una notte di mezza estate

 

 Teatro Sociale. Spettacolo con Giancarlo Giannini e Giovanni Bellucci


Giancarlo Giannini e Giovanni Bellucci in 

"Sogno di una Notte di Mezza Estate"

Mercoledì 14 ottobre, ore 20.30 - Teatro Sociale di Como

Progetto: Giovanni Bellucci
Testi: William Shakespeare
Musiche: W. Byrd, L. van Beethoven, F. Busoni, F. Chopin, F. Liszt, F. Mendelssohn, G. Rossini, C.V Alkan
Produzione: Società dei Concerti, Parma


Un recital che vedrà la grande voce di Giancarlo Giannini accompagnare la musica del M° Giovanni Bellucci al pianoforte.

In tutto diciannove brani: un alternarsi di estratti dalle opere più famose di William Shakespeare, Enrico VIII, La tempesta, Amleto, e musiche di Beethoven, Chopin, Mendelssohn e molte altre.

Un programma di più di un'ora, pensato senza soluzione di continuità, teso a rendere sempre più forte e palpabile il pathos dei virtuosismi musicali di Bellucci e della maestria oratoria di Giannini.


Biglietti in vendita presso la biglietteria del Teatro oppure su www.teatrosocialecomo.it

Prezzi: da 27€ a 13€ + prev

 

Di Giovanni Bellucci

Non so se geniali compositori come Beethoven, Chopin o Liszt fossero davvero tanto lontani dalle bassezze umane di Jago, o se i loro animi non celassero istinti selvaggi simili a quelli di Calibano: per Shakespeare, citando il suo Mercante di Venezia, la musica è l'arte della sensibilità, è l'espressione della bontà. Ma il Romanticismo di Beethoven, di Chopin, di Liszt, di quel misconosciuto funambolo della tastiera che fu il parigino Alkan, è caratterizzato dall'anelito all'Infinito, all'Assoluto, al Sublime, e da quella inquieta e struggente condizione della psiche definita da un intraducibile quanto affascinante vocabolo tedesco: Sehnsucht.

Desiderio del desiderio, o malattia del doloroso bramare, le cui due più importanti derive pianistiche, di natura quasi patologica, sono il potente virtuosismo trascendentale e il suono impalpabile, quel sussurrare attraverso i martelletti che evoca una dimensione immateriale pre-impressionista.

Eseguire la Sonata detta La Tempesta di Beethoven, il misterioso Notturno in sol minore composto da Chopin dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale di Amleto, i fuochi d'artificio lisztiani della Parafrasi sul Sogno di una notte di mezza estate di Mendelssohn, una serie di spettacolari variazioni sulla celeberrima Marcia Nuziale, alla luce delle letture shakespeariane di un grande artista come Giancarlo Giannini, mi è sembrato il modo migliore per ricreare l'originaria ambientazione espressiva di questi capolavori sonori, nel tentativo di riviverne l'intensità primordiale, la scaturigine dell'ispirazione creativa. Chissà che questo connubio di parole e suoni non riesca anche – subliminally - a generare una sorta d'interferenza ottica che, come in un sogno (...di una notte di mezza estate), faccia apparire accanto a noi, per novanta minuti, l'ologramma di William Shakespeare.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.