Eat Art. La mostra di Daniel Spoerri

 

Eat Art. Daniel Spoerri in mostra al m.a.x.museo di Chiasso

La nuova mostra del m.a.x.museo di Chiasso, inaugurata a fine aprile e aperta fino al prossimo 30 agosto, è dedicata a Daniel Spoerri, artista svizzero nato in Romania nel 1930, e alla corrente artistica della Eat Art, da lui fondata nel 1967.
Eat Art è espressione quasi introducibile, ma facilmente comprensibile, composta com'è dalle due parole inglesi "Eat" (= mangiare) e "Art" (= arte, ovviamente); non è arte del mangiare, non è arte da mangiare, non è cibo e non è consumo, ma è – in un certo senso – tutto questo.
Daniel Spoerri è artista poliedrico per eccellenza: esordisce come ballerino e come coreografo. poi attore e drammaturgo, regista, editore e – infine –, se così si può dire artista. Dalla natia Romania, alla Svizzera, poi a Parigi, New York, Grecia e Italia, attraversa nazioni e correnti artistiche che rielabora in maniera sommamente creativa. Non è difficile, anche solo intuitivamente, cogliere gli echi di Pop art e Fluxus, del Teatro dell'assurdo e di Dada.
La Eat Art è innanzi tutto riflessione sul cibo e sulla nutrizione, sulla materia e sullo spirito, atti ed elementi indagati sia dal punto di vista linguistico (artistico, filosofico) che da quello pratico; non a caso, nel 1968, dopo due anni di "ritiro" su un'isoletta greca, apre a Düsseldorf il Ristorante Spoerri, nel quale serve cibo che prepara di persona; due anni più tardi, al Ristorante affianca una Galleria.

  

Lungi dall'essere intellettualistica, la ricerca di Spoerri è perfettamente godibile e la sua Eat Art è grandemente comunicativa e – se ci si passa il termine – molto divertente. Il nucleo della mostra di Chiasso è infatti costituito dai Tableaux-pièges, assemblages di oggetti di uso quotidiano fissati a un supporto ed esposti "come quadri". L'impatto di queste opere è, a prima vista, immediato, ma rivela poi, a uno sguardo più attento, una ricchezza linguistica e compositiva che richiede ulteriori riflessioni: non solo il ribaltamento di visuale comporta la ricerca di una prospettiva che trasforma l'opera da statica in dinamica (viste di traverso le opere cambiano in modo radicale), ma anche lo "statuto" ideale dei materiali cambia. È evidentemente in quest'ultimo aspetto il nocciolo profondo dell'opera di Spoerri; non a caso la mostra di Spoerri è in contemporanea con Expo 2015, dedicata almeno nelle intenzioni a una riflessione sulla "nutrizione del pianeta" (anzi, al padiglione svizzero di Expo è stata installata Meissen Porzellan Puzzle, un'opera di Spoerri appositamente realizzata).
E il suo valore sta proprio nella "lievità" della presentazione.

  

Nell'esposizione di Chiasso il percorso prevede anche gli elaborati dell'iniziale sperimentazione di Spoerri legata alla rivista "Material" (1955-1961), i multipli cinetici, le realizzazioni delle edizioni MAT e le sculture in bronzo denominate "Incubi magri", nonché una nutrita scelta dell'opera grafica dell'artista, quasi completamente inedita e proveniente dalla Biblioteca nazionale svizzera di Berna.
La mostra del m.a.x.museo è certamente inconsueta, lontana dalle facili frequentazioni con l'arte più omologata, ed è notevolmente stimolante.

[ Fabio Cani, ecoinformazioni ]

Nel prossimo numero 497 del settimanale online di Ecoinformazioni, la recensione delle altre mostre aperte in Ticino.


Informazioni e contatti:

Daniel Spoerri. Eat Art in trasformation

1 maggio - 30 agosto 2015
m.a.x. Museo di Chiasso (CH), via Dante Alighieri 6

Con: Daniel Spoerri, Andrea Arcidiacono, Gianpietro Cavazza, Patrizia Pintus
A cura di: Susanne Bieri, Antonio d'Avossa, Nicoletta Ossanna Cavadini

Orari: da martedì a domenica (10 - 13 / 14 - 18)

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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