PAROLARIO2016. Edizione LIBERI TUTTI!

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Tra scienza e filosofia: le conversazione filosofiche di Parolario

Ci saranno anche le idee, quelle della scienza e della filosofia: le conversazioni filosofiche di Parolario 2016 , curate da Alfredo Tomasetta, proporranno un itinerario che muove dalle grandi questioni teoriche, al confine tra scienza e filosofia, per arrivare ad alcuni nodi di fondo dell’etica individuale e politica.

In collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta di Como verrà proposto il ciclo “L’incontro delle idee. Quattro conversazioni tra scienza e filosofia” di cui saranno ospiti Giorgio Vallortigara con Lisa Vozza, Mario De Caro, Telmo Pievani e Nicola Canessa. Questo ciclo di incontri esplorerà alcuni degli intrecci contemporanei tra scienza e filosofia. Per secoli due nomi per la stessa impresa intellettuale, a partire dalla modernità “scienza” e “filosofia” hanno cominciato a designare ambiti conoscitivi distinti; e tuttavia la relazione tra le due non si è mai del tutto interrotta, tanto che anche oggi, in molte zone di confine dell’impresa scientifica, i temi strettamente filosofici continuano a essere del massimo rilievo. La natura del tempo e il funzionamento del cervello animale e umano sono i punti di partenza del percorso che, attraverso le neuroscienze – ossia lo studio della base biologica della vita mentale – porta ad affrontare la questione delle scelte (ir)razionali, della loro libertà, e della fondazione naturale della nostra capacità di relazione con gli altri.

Da qui il passo breve verso la dimensione etica e politica, con l’esplorazione di alcune questioni cruciali come il rapporto tra pensiero teorico e azione pubblica e la natura delle democrazie. Gianni Vattimo, uno degli indiscussi protagonisti della scena filosofica italiana degli ultimi decenni parlerà del suo cammino intellettuale e umano, dagli studi con Luigi Pareyson (e Umberto Eco) all’ ‘invenzione’ del pensiero debole e oltre, passando per filosofia, politica, sessualità e religione.

E l’intreccio tra filosofia e politica si fa bruciante con la questione del rapporto tra Heidegger e gli ebrei, a cui Donatella Di Cesare ha dedicato un libro importante uscito di recente per Bollati e Boringhieri. Martin Heidegger infatti imputa agli ebrei la colpa più grave, da cui dipenderebbe il destino dell’Occidente: quello che il filosofo tedesco ha chiamato “l’oblio dell’Essere”. I suoi “Quaderni neri”, che solo ora vengono pubblicati in Germania, oltre ad aprire una prospettiva inedita sul pensiero del filosofo, stanno suscitando un dibattito intenso con implicazioni non solo intellettuali, ma esistenziali e politiche.