“Orienta il tuo futuro”. Erba Young 2018 e la lezione del dottor Xhaët

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YOUNG 2018

Al Lariofiere di Erba, “Young – orienta il tuo futuro” arriva alla sua undicesima edizione, come sempre attesissima occasione di incontro, informazione, presentazione e festosa confusione. Una kermesse che, nelle mattinate dal 16 al 20 ottobre, riesce a rendere protagonisti i ragazzi delle scuole superiori di primo e secondo grado, i loro interessi e le loro aspirazioni, creando per loro l’opportunità di scoprire le numerose offerte scolastiche, universitarie e accademiche di Como, Lecco, Erba, Milano e dintorni.

Presenti all’appello il 16 e il 17 ottobre – giornate dedicate nello specifico all’orientamento dopo le medie – sono licei, istituti tecnici e professionali, scuole pubbliche e private conosciute o meno note che attirano lo sguardo e l’orecchio del visitatore anche con stand a partecipazione attiva; numerosi sono i ragazzi e le ragazze che continuano il loro giro esplorativo con le unghie smaltate di fresco o con ciocche di capelli colorate temporaneamente di verde o di rosso ai banchetti dei CFP, quelli che sperimentano piccole costruzioni in legno, quelli che si divertono a spostare una pallina con il soffiatore sulla grande pista con le zucche della Fondazione Minoprio, e quelli che – pazientemente guidati dai loro insegnanti – riescono a scambiare qualche parola anche con chi presiede agli stand magari meno allettanti visivamente e a ricevere un paio di volantini e qualche utile informazione.

 

CONFERENZA “Professioni e competenze digitali”

I brand più influenti del 2018

Interessante e al passo coi tempi, che esigono un’attenzione per il lavoro del futuro, la conferenza “Professioni e competenze digitali” tenuta in mattinata dal dott. Giulio Xhaët, Digital Strategist della Newton SpA. Secondo un’indagine Ipsos del 2018 (di cui mettiamo a disposizione il pdf completo: the_most_influential_brands_2018_report), le aziende più conosciute e i cui servizi sono più usati in Italia sono quelle legate al digitale, da Amazon a Google a Samsung e a vari social – Facebook ormai in una fascia d’età più alta rispetto ad Instagram, più usato dai giovani – e molte posizioni professionali future saranno connesse alla rete e all’informatica.

Una piccola parte dell’indagine Ipsos del 2018

Personaggi poliedrici: il professionista “a forma di T”

Dopo un’introduzione che vede protagonisti anche sei personaggi esemplificativi, eclettici e preparati in più campi (Leonardo Da Vinci, Einstein, Olivetti, Jobs, Hoffmann, Zuckerberg), Xhaët tratteggia la figura del professionista “T-Shaped”, che ha interessi e conoscenze in numerosi campi diversi e che poi approfondisce attentamente una materia prediletta. Forse è questo il momento più significativo dell’incontro, in cui un messaggio arriva forte e chiaro ai ragazzi: la curiosità per tante forme di sapere sta diventando sempre più fondamentale, così come la capacità di saperle sfruttare tutte il più possibile, collegandole tra loro. Proprio così Mark Zuckerberg, tra i fondatori di Facebook, ha costruito il suo impero: unendo le sue eccellenti doti informatiche alle sue conoscenze di psicologia, marketing e materie umanistiche.

STEAM è l’acronimo inglese che contiene le materie essenziali per un drago del mondo digitale: Science, Technology, Engeneering, Art and Mathematics.

Data Scientists e le professioni del futuro

Ai ragazzi il dott. Xhaët presenta il Data Scientist, colui che in un’azienda analizza i “Big Data” presenti in rete per conoscere e anticipare i desideri dei clienti, ne mostra gli strumenti – facendo divertire il pubblico usando Google Trends –, le potenzialità ma anche i limiti.
Verso la fine dell’incontro spazia verso l’IA (Intelligenza Artificiale) e la futura robotizzazione di alcune professioni, sottolineando però come l’ideazione, la creatività e la contraddizione siano delle caratteristiche prettamente umane che non saranno mai eguagliate dalle macchine.

 

Intervista a Giulio Xhaët

Dopo gli studi scientifici al liceo e la facoltà di Scienze della Comunicazione, come è approdato alla sua attuale posizione di Digital Strategist per Newton SpA?

Grazie a una passione extra-lavorativa: la musica. Suonavo in una rock band e nel 2009 cercavo di arrivare al pubblico e trovare date per concerti con MySpace, Facebook, YouTube e vari blog. Così ho avuto la fortuna di avere competenze spendibili come social media manager quando ancora pochi in Italia sapevano cosa fosse.

 

Ha parlato dichiaratamente degli aspetti positivi del digitale, accennando di tanto in tanto ai suoi lati più oscuri; approfondirebbe, anche in poche parole, questa “dark side”? Quali sono i rischi di un mondo sempre più legato alla rete?

Tutto ciò che è interconnesso è anche hackerabile. L’internet delle cose è hackerabile. Anche la nostra privacy – come ha dimostrato con eccezionale chiarezza il caso Cambridge Analytica – e le nostre opinioni sono hackerabili, e per questo le fake news oggi si diffondono più rapidamente che nel passato.

 

Ha un messaggio per i ragazzi e le ragazze, siano delle scuole superiori di primo o di secondo grado, che desiderano avvicinarsi alle professioni digitali attuali e del futuro?

Sviluppare un approccio multidisciplinare: imparare e approfondite cose diverse: come spiego nel mio ultimo libro Digital Skills [Hoepli 2018], i professionisti più richiesti nei prossimi anni saranno tecnici e scienziati contaminati da conoscenze umanistiche, e umanisti contaminati da conoscenze tecnico-scientifiche.

 

“After studying?! What does it mean?
What does ending studies mean?
I am I will always be a hungry life student!”.

(Derek Sivers)