Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari – [08_Preparare]

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Gerardo Monizza, Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari

[08_Preparare]

“Preparare. Per quanti? La diplomazia internazionale
subisce meno contraccolpi di una famiglia
normo italiana alla pre-vigilia del Natale.
Mettere in fila cinquanta capi di Stato per una
foto di gruppo è meno complicato che sistemare
a tavola una dozzina di parenti (diciamolo una
buona volta: serpenti!).
Da qualche anno son comparsi i segnaposto
(come ai matrimoni), ma sono indicazioni di
facciata faticosamente calibrati in precedenza,
tenendo conto dei venti contrari, delle maree e
degli umori. Niente di scientifico. Per questo è
facile vederli spostare abilmente da coloro che
si sentono (e si vedono) accoppiati malamente.
Neanche la rotazione funziona. Vale l’impatto,
l’occhiata, il contatto primario. Sono questi gli
elementi di cui una cosiddetta brava padrona di
casa o un marito efficiente e diplomatico dovrebbero
tenere conto. Difficile riuscirci.
Quando si va a caso si va veramente a caso e
potrebbe succedere di tutto. Anche niente di
grave o di male, ma si vivono quei tre giorni santi
in un clima di apocalisse imminente.
Preparare, in simili momenti, è solo un affanno,
una fatica, una paura che tutto si sfasci alla
prima nota stonata.
La tavola, con la tovaglia giusta, i piatti a posto,
le posate in ordine, i bicchieri in numero
sufficiente, le bottiglie sistemate, i tovaglioli []”

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Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari