Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari – [09_Riunire]

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Gerardo Monizza, Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari

[09_Riunire]

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi. L’antico
adagio fissa i comportamenti delle famiglie
di mezzo mondo; anche di quelle non cristiane.
Natale, tempo dell’Incarnazione, e Pasqua, della
Risurrezione, sono – oltre il senso religioso – anche
e soprattutto un modo di stare insieme. Per
mangiare, certo, ma anche per verificare.
C’è bisogno infatti, nelle famiglie, di testare
i rapporti. Se l’amore non aumenta, nel tempo
del Natale, non è detto che esploda l’odio. Si può
verificare un dilatazione di tolleranza che, corroborata
da un pizzico di ipocrisia, consente di
ricucire gli strappi. Meglio che infilare due dita
nella presa del presepio.
Insomma, è verificata e verificabile una certa
disponibilità a superare i conflitti in atto con sedute
interminabili attorno a tavole imbandite.
Con l’eccesso che contraddistingue le cene natalizie
e secondo le usanze, le tradizioni, le regioni
e le famiglie, possono anche essere nell’ordine
delle tre: Vigilia, Natale, Santo Stefano. Se non
c’è un poco d’amore il rischio delle coltellate è
assicurato.
Le statistiche ci confortano parlando di
normalità della situazione e se si va al pronto soccorso
non è per sangue, ma per cibo avariato (avvelenamento?!).
Per ritrovarsi in questi santi giorni bisogna []”

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Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari