Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari – [02_Spegnere]

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Gerardo Monizza, Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari

[02_Spegnere]

“La troppa luce fa male. Costa, acceca, distrae.
Per molti, spegnere i bagliori, è perciò un modo
di staccarsi dalla visione dei problemi concreti,
quotidiani ovvero bestiali e di separarsi – nella
calma che l’assenza di luce favorisce – dalla realtà.
Alla luce si contrappone il buio, alla festa
l’isolamento, al piacere l’affanno, al godimento
l’angoscia.
Spegnere è una decisione coraggiosa e pericolosa:
è certo in contro tendenza (chi è mai quello
che si siede sul divano davanti alla televisione
spenta?) o a rischio (non son forse tante, troppe,
quelle persone che dopo il buio e l’isolamento,
rifiutano altri contatti e occasioni di vita in società?);
con risultati non sempre eccitanti.
Spegnere è un po’ spegnersi e lasciarsi dimenticare.
È uscire dalla dimensione del tempo e dello
spazio della luce, che ci fa uomini e donne vivi
e attivi, per entrare in quella del vuoto pneumatico,
del niente, dello zero, del buio. Ma anche
della riflessione.
Una grande festa collettiva come è il Natale,
addirittura mondiale, spropositatamente commerciale
provoca azioni di rigetto e necessità di
isolamento. Il Natale è anche obbligarsi a compiere
un gesto naturale alla luce della semplicità
e dell’inventiva. È la festa del cambiamento inevitabile
per ritrovare l’energia necessaria: per ricominciare
e rigenerarsi. Per molti è spirito; per
altri è la forza dei sentimenti ritrovati.”

[…]

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Nove giorni alla Notte. Tradizioni natalizie e verbi irregolari