I Nomi della Città. 29_Mercato Vecchio

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29. Mercato Vecchio

Area via Plinio

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L’indicazione toponomastica, che compare nella copia ottocentesca della carta del catasto teresiano ma non nell’elenco ufficiale del 1787-1788, fa riferimento a una delle sedi dei mercati antichi di Como, tradizionalmente distinti per tipi di prodotti offerti in vendita; la zona, prossima al porto, corrisponde a quella indicata, fin dal XVI secolo, come “Mercato del Pane”.

Il nome non è peraltro un’invenzione ottocentesca, poiché si ritrova anche nella visita fiscale del 1751; l’indicazione di “vecchio” esplicita probabilmente la consapevolezza dell’anti­chità del mercato ivi esistente, in continuità con quello del Verzaro davanti al Vescovato.

 

Il nome antico di “Mercato del Pane” è già attestato prima del 1593 quando una casa dell’isolato a nord di questo slargo è identificata come “ad mercatum panis prope ripam Larii”.

Roberto Rusca, nella sua descrizione della città di Como, evidenzia che per chi proveniva dal lago e approdava al porto “a prima faccia [si mostra] il mercato del pane”.

Nella visita del Guidabombarda del 1650, la strada a settentrione della contrada dei Portici, ovvero dell’isolato indicato come “isoletta del mercato del pane”, è la “strada che va al Mercato del Pane”.

Nel 1751, l’area indicata come “piazza del Mercato Vecchio”, ma anche come “contrada del Mercato Vecchio che va al Lago”, risulta in continuità con il Verzaro, quindi spostata leggermente a meridione rispetto all’ubicazione originale.

Con l’ufficializzazione del  1787-1788, il Mercato Vecchio viene conglobato nella contrada dei Portici; contemporaneamente, nella zona al Mercato del Pane si sostituisce il Mercato della stoppa, detto anche del lino, dove si vendono i cascami della cardatura di lana, canapa, lino e cotone, da usarsi per la calafatura delle barche, per il rivestimento dei fiaschi e per l’imbottitura di materassi e trapunte dei ceti più poveri.

In quest’area venne spostato, nel 1833, il Mercato della polle­ria, che in precedenza si svolgeva al Verzaro; tale decisione suscitò la risentita protesta dei commercianti che ritennero la nuova collocazione meno favorevole della prima, nonostante i pochi metri di distanza.

 

Un’immagine scattata negli anni Trenta nel quartiere retrostante il Porto; l’area che si intravede in fondo è quella del Mercato Vecchio.

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