I Nomi della Città. 23_Contrada Lambertenghi

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23. Contrada Lambertenghi

Via Lambertenghi, tratto compreso tra via Diaz a est e via Volta a ovest

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I Lambertenghi (originariamente chiamati Rambertenghi) furono tra le famiglie più potenti a Como durante il periodo medioevale. Prima partigiani dei ghibellini Rusconi, si avvicinarono in seguito ai guelfi, fondando però una propria fazione, piuttosto che legarsi a quella esistente capeggiata dai Vittani. Particolarmente importante fu il ruolo assunto da Leone, vescovo di Como all’inizio del Trecento, e da suo fratello Corrado.

La loro zona di residenza era originariamente il Borgo Vico, dove Leone fece rinnovare la chiesa di S. Marco e Corrado fondò l’ospizio di S. Pantaleone; già alla fine del Cinquecento, comunque, i Lambertenghi risultavano proprietari del palazzo che fecero poi completamente ricostruire all’inizio del XVII secolo.

 

Il nome della contrada sembra stabilizzarsi nella seconda metà del Seicento; nel 1618-1620, infatti, la casa di Giovan Battista Lambertenghi, in corso di realizzazione, è ancora citata come “vicino al Fontanile”.

Qualche decennio più tardi, nella visita del Guidabombarda, la contrada è citata – per ben due volte – come “strada al pozzo di Carù”. Dal percorso compiuto nella visita sembra di arguire che tale pozzo dovesse trovarsi all’estremo orientale della strada, all’incrocio delle attuali vie Lambertenghi e Diaz. Nell’analiti­ca descrizione dell’edificio posto all’angolo di nord-est di tale incrocio, stesa dall’ingegnere Carlo Francesco Silva alla fine del Seicento, non si fa però cenno ad alcun pozzo. Resta quindi l’ipotesi che la presa d’acqua si trovasse nell’edificio a sud-est, dove effettivamente nell’Ottocento era documentato un pozzo. Bisogna tuttavia tenere presente che nei secoli scorsi i pozzi nella città murata erano assai numerosi.

Alla metà del Settecento la contrada è ormai detta “Lambertenghi”.

 

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