I Nomi della Città. 22_Contrada dell’Inferno

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22. Contrada dell’Inferno

Area di via Florio da Bontà

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Nel 1787 è documentata “una casa ubbicata nel così detto Portico dell’Inferno coherente al lago” di proprietà di Filippo Caronte. La singolare assonanza “infernale” del cognome del proprietario non può però essere all’origine della denominazione dell’edificio, visto che il toponimo compare già alla metà del Settecento, quando ancora il Caronte non vi abitava.

La casa era caratterizzata da due portici, uno affacciato verso nord sulla riva del lago, l’altro verso est, ma quello propria­mente “dell’inferno” era il secondo. Scartata l’origine letteraria del nome, è possibile ipotizzare una sua derivazione dal significato popolare di inferno (=cantina), da intendersi però esclusivamente come luogo fresco e non come locale interrato, visto che ciò – in vicinanza del lago – era del tutto impossibile.

Anche dopo l’introduzione dei nomi ufficiali il toponimo restò legato più alla casa che alla contrada, come si può vedere in atti amministrativi della fine del Settecento e dell’inizio dell’Ottocento.

 

Il lato meridionale della riva del Porto in un disegno dell’inizio dell’Ottocento. La casa con piani a sporto è quella detta del portico dell’Inferno.

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