NodoLibri. “Ai tempi dell’Unica”: una Como scomparsa

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Maria Antonietta Sangiani Lietti, Ai tempi dell’Unica
[Collana “In prima persona”, 112 pagine, 8 euro – ristampa dell’edizione del 1991]

Nella Como tra gli anni Trenta e i Sessanta, l’Unica non è soltanto il bar-pasticceria del centro, ma anche una sorta di osservatorio sulla vita della città in vertiginosa trasformazione, un termometro sensibile agli umori pubblici e privati della gente. E mentre ai tavoli le chiacchiere di sempre rincorrono gli eventi della cronaca e quelli più grandi della Storia, mentre si preparano dolci squisiti o i poveri surrogati del tempo di guerra, chi all’Unica ha la ventura di crescere osserva avvenimenti curiosi e personaggi in qualche modo straordinari, per farli rivivere in un racconto di avvincente semplicità.


Nota al volume
, di Fabio Cani

Quando, alla fine degli anni Ottanta, cominciammo a pensare, dopo qualche anno passato a lavorare alla redazione di volumi altrui, a una attività editoriale in proprio – che vide poi la luce sotto il marchio NodoLibri appunto nel 1989 – la prima collana che progettammo era dedicata a testi di vario genere che saldassero le vicende personali a quelle storiche.
“In prima persona” – così si chiamò la collana – ha annoverato fin dall’inizio riproposizioni di testi “antichi” (o anche solo “vecchi”), interviste e testimonianze scritte, appunto, in prima persona per autonoma iniziativa da parte di persone le più diverse, anche appositamente sollecitate.
Il libro di Maria Antonietta Sangiani Lietti appartiene a quest’ultima categoria: nacque quindi da una richiesta precisa, facilitata da una particolare vicinanza alla sua persona.
Maria Antonietta aveva già pubblicato qualche saggio delle sue memorie sui volumi “collettivi” della Famiglia Comasca, per l’interessamento dell’allora ispiratore e factotum dell’associazione, Piero Collina; in quegli scritti aveva dimostrato non solo delle “innate” capacità narrative, ma anche una efficacia di scrittura non comune.
Per questo le chiedemmo di mettere mano al racconto di una vita, di una famiglia, di un esercizio pubblico, di un quartiere, di un pezzo di città.
L’“Unica”, la pasticceria-caffè di famiglia, era un punto di osservazione privilegiato, collocato a poche decine di metri dal lago – da una parte – e dal Duomo – da quella opposta –, per di più attiva per molti decenni proprio a cavallo di alcuni avvenimenti centrali per la storia della città e della nazione (il fascismo, la seconda guerra mondiale, la Liberazione, la ricostruzione…). Maria Antonietta ha saputo raccontare tutto questo con partecipazione e leggerezza.
Il volumetto edito nel 1991, con gli anni, andò esaurito, e lo ripubblichiamo ora, poche settimane dopo la scomparsa dell’autrice, su sollecitazione delle tre figlie, che hanno inteso in questo modo restituire parte almeno della ricchezza esistenziale della madre.
A distanza di quasi trent’anni dall’originaria pubblicazione, il testo non ha perso nulla della sua qualità emotiva, testimonianza resa allora a ridosso delle vicende (erano passati poco più di vent’anni dalla chiusura dell’“Unica”), e ha acquisito in più il valore di vero e proprio documento storico, capace di rendere vivi avvenimenti e persone ormai consegnati al passato. Chi l’ha conosciuta sentirà facilmente, tra le righe, risuonare la voce di Maria Antonietta, con i suoi racconti e – anche – i suoi silenzi. Tutti avranno modo di farsi un’idea di una città che non esiste più, ma che nondimeno ha costituito l’origine di quella contemporanea.