Lettere dal Nord: i rumori della quotidianità

 

rumori
 

Non mi sono mai resa conto veramente di quanti rumori facciano parte della nostra quotidianità.
Non intendo i rumori che provochiamo noi stessi con le nostre azioni quotidiane, ma i rumori di ciò che ci
circonda: traffico, natura, altre persone..
Ne ho preso coscienza da quando vivo in Norvegia.
Qui il rumore in sottofondo è praticamente quasi inesistente.
Il traffico è minimo e sono ormai talmente tante le auto elettriche che ai bambini non si può più insegnare
che la macchina fa ‘brum brum’: restano sempre troppo delusi nel constatare che in realtà, nella maggior
parte dei casi, la macchina non fa assolutamente nessun rumore. Anzi, un rumore hanno dovuto
aggiungerlo: quando si mette la retro, un segnale sonoro intermittente avverte chi è nelle vicinanze, per
una questione di sicurezza.
La natura ha i suoi ben più piacevoli rumori, soprattutto se parliamo del canto delle numerose specie di
uccelli che popolano la zona dei fiordi. Ma solo nella bella stagione. D’inverno gli uccelli migrano e la
natura si addormenta in un lungo bianco sonno, che riporta un po’ di vita solo con il disgelo, diversi mesi
dopo.
E il rumore prodotto dalle persone va di pari passo. Durante le giornate estive dalle finestre entrerà il
suono delle tagliaerba, le risate dei bambini che saltano sulle reti elastiche (presenti in ogni giardino), o lo
sfrigolio della carne sui barbecue.. ma durante l’inverno il massimo che vi può capitare è il suono della
radio con il volume un po’ alto di una macchina in attesa di qualcuno in un parcheggio.
Sembra paradisiaco. …e lo è, quando torni dal chiasso delle nostre città italiane. Ma comporta anche
qualche problema di non poco conto.
Nei pomeriggi invernali a casa, io e Carlotta balliamo insieme in salotto, aspettiamo di sentire il suono
dell’Hurtigruten che entra in porto, mettiamo un po’ di cibo in giardino e ci nascondiamo dietro le finestre
aspettando qualche chiassoso stormo di gabbiani che viene a banchettare, facciamo lunghe chiacchierate
con i nonni in videochiamata.. ma poi un silenzio assoluto accompagna le nostre passeggiate, o i suoi
sonnellini pomeridiani. Così, quando andiamo dai nonni in Italia o dagli zii a Londra, i rumori ci investono
come un treno in corsa, lasciandoci un po’ storditi e di certo sovrastimolati. Mi rendo conto ora dei rumori
che accompagnavano la mia vita in Italia.. I grilli nelle sere d’estate, il traffico della strada provinciale, le
chiacchiere delle persone, i cori degli alpini del vicino bar.. Tutti rumori che facevano parte di un indistinto
rumore di fondo che accompagnava le mie giornate e dei quali non avevo, in realtà, la consapevolezza.
Ora, ad ogni rientro in Italia, mi sembra di sentirli per la prima volta, con tutto il loro colore e il loro
racconto di vita che scorre. Certo, le notti estive sono, con le finestre aperte, meno piacevoli, ma la
consapevolezza che si dovrà ripartire ci permette di gustarci ogni suono, ogni momento, sorridendo anche
di situazioni che, in altre occasioni, avremmo sopportato a fatica.
Ed è a quei colori e a quella vita che penso, a volte, nelle sere d’inverno, quando un fruscio nei cespugli
mentre chiudo le finestre mi fa scorgere dei cervi, scesi dal bosco in cerca di qualche germoglio, o quando
sono nascosta dietro le finestre con Carlotta e ridacchiamo in attesa che arrivino i grandi uccelli che
abitano le fredde giornate norvegesi a prendere parte al banchetto che abbiamo preparato per loro.
La diversità ci aiuta a vivere il buono di ogni cosa e ci ricorda quanto siamo fortunati a poter godere di
silenzi e rumori, in questa grande casa che è il nostro piccolo mondo.
A presto
Arianna

 

 

 

La passione civile ha sempre animato Luigi Fagetti, indirizzandone la vita professionale e l'impegno sociale. Como: città sempre amata anche nei momenti di crisi.

 

Ricco corredo iconografico; rigore scientifico e alta leggibilità. L'intera vicenda del Teatro comasco: architettura, artisti, spettacoli. Una storia lunga due secoli.